Il Polo nord è circumnavigabile, sciolto il passaggio a Nord Est

L' Artide è circumnavagabile, dopo il passaggio a nord ovest ora si è anche aperto il passaggio a nord est, ma non è un fatto positivo per le nuove rotte marittime, è la conseguenza dello scioglimento dei ghiacci dovuto al riscaldamento del pianeta.

Nel 2007 si era aperto il passaggio di nord ovest, quello che forma una via di comunicazione tra Europa e Asia attraverso il ghiaccio canadese aperto,  oggi è ufficialmente aperto, o forse sarebbe meglio dire sciolto, il passaggio a Nord Est. Ciò significa che sebbene non sia praticabile, il Polo è completamente circumnavigabile. Saltano così le previsioni sin qui fatte circa lo scioglimento dei ghiacciai la cui data era stata fissata intorno al 2070. Secondo le nuove rilevazioni lo scioglimento è stato anticipato al 2030.
Dopo centoventicinquemila anni i passaggi si sono riaperti e sebbene le compagnie di navigazione iniziano ad aprire le trattative con i Governi canadesi e russi per strappare concessioni per sfruttare commercialmente i passaggi e risparmiare almeno 4000 km sulle tratte dal Giappone alla Germania, il dato non è assolutamente positivo.
La notizia, riportata da The Independent, arriva da un team di ricercatori dell'Università tedesca di Brema nel nord della Germania. Attraverso a nuove immagini satellitari analizzate dai ricercatori tedeschi non ci sono più dubbi: lo scioglimento dei ghiacci alle estremità orientale e occidentale del Polo Nord si era verificato contemporaneamente e questo non era mai successo
Gli scienziati di Brema hanno scoperto che nei giorni scorsi si sono sciolti i ghiacci della rotta a Nordovest, che va dal Nord dell'isola di Baffin fino al mare di Beaufort a Sud dell' isola di Vittoria. Poco dopo, si è riaperto completamente anche il passaggio a Nordest, in quanto si è sciolta la lingua di ghiaccio che si estendeva lungo la Russia attraverso il mare Laptev della Siberia.
Fino a oggi, si pensava che la calotta polare artica sarebbe scomparsa nel 2070. Ma già molti prevedono che, a causa del riscaldamento del pianeta, questo succederà entro il 2030. Molte volte le previsioni su questo fatto, non causato dalla natura sia ben chiaro, vengono bollate come allarmistiche, ed ora?
Intanto si fanno sentire e vedere i primi tragici effetti di questo avvenimento, tutto il mondo ha seguito con immensa commozione la sorte di nove orsi polari naufraghi del loro iceberg, perché sciolto,dopo essersi staccato dalla terraferma. Gli animali si sono ritrovati nelle acque gelide del mare d'Alaska, trasportati dalla corrente, costretti a nuotare per sopravvivere. La terra più vicina era a una distanza raggiungibile per questi instancabili animali: un centinaio di chilometri più a sud. Solo che l'istinto li ha portati verso nord, convinti secondo natura di trovare un approdo, mentre il primo pezzo di ghiaccio che offrirebbe loro un approdo si trova a seicento chilometri, una distanza quasi certamente insormontabile anche per formidabili nuotatori come loro. Un tempo era più vicino, ma si è ridotto a causa del cambiamento climatico che riscalda il pianeta, facendo ritirare il manto di ghiaccio sempre di più verso il Polo Nord. L'avventura degli orsi sperduti tra l'Alaska e il Polo è così presto diventata una tragica odissea per tornare a casa, decimando il gruppo.
Come si sa non è la prima volta che orsi polari finiscono in mare a causa dello scioglimento dei ghiacci e purtroppo questo tipo di episodi non sembra comunque siano destinati a rimanere degli episodi isolati.

La notizia riportata da Der Spiegel

L'approfondimento di The Independent on Sunday

Fonte:  Ansa, La Stampa, Repubblica

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