In arrivo a giugno il Fap per le vetture diesel

Entro il mese di giugno arriverà il il filtro antiparticolato da applicare a tutte le auto, anche a quelle già in commercio (retrofit FAP) che consentirà a tutte le Euro4 diesel di poter circolare liberamente nei giorni di blocchi alla circolazione.

Il dispositivo è già in vendita in Trentino e in molti paesi del nord europa, arriverà in Italia nell'estate, rendendo così libere di circolare nei giorni di blocco della circolazione le vetture Euro Diesel 4, che in alcune metropoli sono equiparate ai vecchi diesel. Il Fap verrà applicato alle vetture che ne sono sprovviste e poi sarà vidimata la carta di circolazione con uno speciale timbro che varia da città a città. Sarà curioso assistere a come avverranno i controlli nel merito, infatti per come si stanno delineando le cose, dopo aver montato il filtro e vidimata la carta di circolazione, non vi sarò nesun controllo sul dispositivo. Infatti esso a parte l'essere montato male, e quindi rendere vana la sua efficacia, può essere manomesso una volta ottenuta l'autorizzazione, perché è certificato che il suo utilizzo riduca la potenza della macchina e ne aumenti i consumi. In Italia infatti sono stati praticamente aboliti i controlli dei gas di scarico su strada, di fondamentale importanza per verificare la rispondenza di quello che esce dalla marmitta a quello che, secondo l'omologazione, dovrebbe uscire.
Ma cos'è in pratica?
Il Filtro Attivo Anti-Particolato, battezzato a seconda delle marche FAP o DPF, è un elemento piazzato nel condotto di scarico capace di abbattere le emissioni di particolato generate dai motori diesel al limite del misurabile. In pratica trattiene le particelle solide PM10 ma non si limita solo a filtrarle o a trattenere: con un complicato sistema le riesce a bruciare, procedendo così ad un continuo processo di rigenerazione del filtro stesso, operazione effettuata automaticamente dala centralina elettronica della vettura.
Il particolato - che nasce nella camera di scoppio quando c'è una combustione incompleta a causa della mancanza di ossigeno - è infatti composto da microsfere di carbonio che assorbono gli idrocarburi provenienti dal carburante e dal lubrificante e può essere a sua volta bruciato.
L'obiettivo principale di questo dispositivo è l'eliminazione del particolato di composizione carboniosa emesso dai motori diesel, particolato pericoloso per il suo contenuto di sostanze fortemente tossiche come gli idrocarburi policiclici aromatici e le diossine.
In base agli studi sperimentali, il FAP ha dimostrato ad oggi una notevole efficacia nell'abbattimento del particolato fine emesso dai motori diesel. In particolare secondo le misurazioni effettuate dall'Istituto Sperimentale per i Combustibili, le polveri vengono abbattute di 7 volte in massa e di 10mila volte in numero.
Al momento della demolizione dell'auto, il filtro antiparticolato viene smontato e i preziosi materiali che contiene riciclati, come nel caso dei catalizzatori dei modelli a benzina. Allo stadio attuale della tecnica, una vettura diesel potrebbe non risultare più "inquinante" di un'auto a benzina, a patto che sia equipaggiata di un filtro antiparticolato e di un catalizzatore DeNOx (obbligatorio dal 2014 con la normativa euro6).
Come leggere la carta di circolazione
Il dato negativo sta qui, il Fap è ridotto ad una complicatissima sigla che varia a seconda delle case automobilistiche, vi invitiamo a visitare questo link (MOTORI - Filtri Anti Particolato, le sigle) per verificarlo.
È possibile applicare i FAP ai vecchi diesel?
Applicare un filtro su un vecchio diesel è possibile, ma sui vecchi diesel non c'è ombra di centralina per il controllo motore capace di avvertire il livello di intasamento del filtro e di attivare la procedura di autorigenerazione. L'utente dovrebbe ogni 1000-2000 chilometri recarsi in un'officina specializzata e farsi smontare il filtro per procedere alla pulizia.
In ogni caso ci sono ancora molti interrogativi. Per i vecchi diesel si tratta di Retrofap cioè un filtro applicato in postvendita su base volontaria su vetture immatricolate senza DPF (un po come il RETROFIT dei primi anni 90 sui benzina).
I DPF di primo impianto (quelli di ultima generazione cioè montati su diesel la cui centralina è stata mappata ad hoc) viene rigenerato on demand, cioè è la centralina controllo motore che stabilisce quando è il momento di rigenerarlo (bruciando il particolato intrappolato che così si trasforma in CO2). L'installazione dell'oggetto è solo la parte più semplice di tutta l'attività, il vero valore aggiunto sono le strategie attuate dalla centralina
Il sistema RETRO-FAP invece è un sistema passivo (non interagisce con la centralina perchè ovviamente questa non è nata per gestirlo), inoltre non richiede alcun tipo di assistenza (come non ne aveva il RETROFIT) semplicemente lo si installi e si va.. Quello che può filtrare lo filtra il resto passa nell'atmosfera.

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