Indios brasialiani sul piede di guerra per difendere l'Amazzonia

Gli Indios fanno fronte comune contro la costruzione delle dighe idroelettrica e alle espropriazioni dei terreni agricoli. Tra gli Stati che compongono la Repubblica federale del Brasile, quello di Roraima è il più settentrionale. Confina con il Venezuela e la Guyana; conta oltre 300 mila abitanti, di cui circa 50 mila indios (Macuxi, Yanomami, Wapichana, Ingarikò, Taurepang, Patamona, Waimiri Atroari, Wai Wai).
 
Gli indios brasiliani sono, ancora una volta, sul piede di guerra. I macuxí, wapixana, ingaricó, patamona e taurepang, che abitano la regione «Raposa Serra do Sol», stanno affrontando una nuova battaglia politica e legale. Questa volta si combatte contro la costruzione delle dighe idroelettriche ed espopriazione dei terreni agricoli, a discapito della biodiversità di un’area tra le più incredibili del Mondo.
A Raposa/Serra do Sol sono circa 15mila gli indios, appartenenti alle etnie Macuxi, Wapixana, Ingarikó, Patamona e Taurepang, che vantano un diritto di proprietà sul milione e 700mila ettari di terreni che lo Stato del Brasile ha deciso di assegnare.
Ai primi di giugno nella città di Mato Grosso do Sul- centro della zona più esposta a questi processi distruttivi – gli Indios hanno protestato nei confronti dell’omicidio di un loro compagno da parte delle forze dell’ordine, il quale aveva partecipato assieme ad altri Indios contro la decisione del Governo di dare in concessione parte delle loro terre ad una potente lobby agricola del Brasile.
Le manifestazioni stanno infiammando tutto il Brasile amazzonico e non solo la regione di Mato Grosso do Sul, anche altri stati come Curitiba, Paranà, e Porto Alegre, nel Rio Grande do Sul. Sono stati occupati anche alcuni latifondi.
A Curitiba, la capitale dello stato del Paranà, gli indigeni hanno invaso gli uffici del Partito dei Lavoratori, decidendo di abbandonarlo solo dopo molte ore, quando gli era stato promesso un incontro con un esponente del partito del capo del Governo brasiliano.
La demarcazione della terra indigena Raposa Serra do Sol - Mato Grosso do Sul è considerata da varie organizzazioni ambientaliste e dei diritti umani l’emblema della politica governativa brasiliana circa i diritti indigeni, soprattutto il diritto alla terra.
Gli indios chiedono a gran voce “un programma di sostenibilità per la comunità indigena” Lamentano, inoltre, il fatto che la nuova centrale stravolgerà il loro equilibrio esistenziale, a partire dall’acqua del vicino fiume Xingu, risorsa fondamentale per le comunità locali, che rischia di inquinarsi.
 
Fonte: tuttogreen.it
 
 

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