L’Unione Europea per una pesca più sostenibile

Sbarca al parlamento europeo la nuova politica sulla pesca. Proposte nuove regole per la Pcp (Politica Comune della Pesca) nell'ottica di rendere le attività delle flotte navali più sostenibili. Un nuovo regolamento, 30 azioni di cui alcune vincolanti, che andrà a sostituire quello del 2008 e che, oltre a riguardare le attività di pesca praticate nelle acque dell’Unione Europea, disciplineranno anche quelle extraterritoriali.
 
Uno degli aspetti più innovativi delle nuove disposizioni è che la pesca potrà essere esercitata solo previa autorizzazione preventiva del paese terzo o sotto particolari concessioni gestite da alcune organizzazioni dedite alle attività di pesca dove questa viene effettuata. Una sorta di cooperazione tra Stati che mira alla conservazione delle risorse biologiche marine e ad un’attenta gestione di tutte le imbarcazioni. Tra le novità sono previste anche attività di monitoraggio sulla cattura di uccelli marini e l’istituzione di ZPS (zone di protezione speciale) designate appositamente per proteggere alcuni esemplari in via d’estinzione come: la berta delle Baleari, la berta grigia, la berta minore e alcune specie di gabbiani. Dalla raccolta dei dati sulla mortalità di uccelli sono emersi numeri spaventosi, secondo il Consiglio internazionale per l’esplorazione del mare, ogni anno più di 200.000 esemplari muoiono a causa di contatti con i pescherecci. Il nuovo regolamento, inoltre, prevede che le navi debbano rispettare determinati parametri sia di carattere strutturale sia di attrezzature per la pesca come ad esempio: palangari e reti fisse. La Commissaria responsabile per gli affari marittimi e per la pesca, Maria Damanaki, nel manifestare tutto il suo entusiasmo ha affermato che “il piano d’azione presentato costituisce a nostro parere una piattaforma in grado di offrire un quadro chiaro e completo della situazione attuale e dei progressi necessari per giungere a una gestione coerente ed efficace che riduca al minimo le catture accessorie di uccelli marini".
Si spera che questo nuovo piano di controllo possa garantire un’attività di pesca più sostenibile, è che la via intrapresa si riveli utile per migliorare gli ecosistemi marini, sia da un punto di vista ambientale, sia economico garantendo ricadute occupazionali di largo respiro.
 
Fonte: effemeride.it

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