La disattivazione degli impianti nucleari piemontesi

Il prossimo 28 gennaio a Torino, presso la Sala 300 del Centro Incontri Regione Piemonte, si svolgerà il convegno “La disattivazione degli impianti nucleari piemontesi e la gestione dei rifiuti radioattivi”.
 
In Piemonte esistono diversi siti e depositi del ciclo nucleare che, pur non essendo in funzione, pongono il problema del loro smaltimento in attesa della realizzazione, tanto discussa, del sito di stoccaggio nazionale.
Il più importante sito nucleare piemontese, ma anche italiano, è la centrale elettronucleare E.Fermi sita nel comune di Trino Vercellese. E’ un impianto nucleare di tipo pressurizzato ed è stato realizzato alla fine degli anni '50; è entrato in esercizio nel 1964 per cessare l'attività nel 1987 durante la fase di ricarica del combustibile, a cavallo tra l'incidente di Chernobyl e l'esito del referendum. Il CIPE ne ha deliberato la chiusura nel luglio 1990 ed allo stato attuale è in fase di "arresto a freddo".
Con Decreto ministeriale del 2 agosto 2012 il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato la Sogin (società di Stato incaricata della bonifica ambientale dei siti nucleari italiani) all'esecuzione delle operazioni previste nel piano globale di disattivazione accelerata in un'unica fase fino al rilascio incondizionato del sito.
Nel comune di Saluggia (VC) è invece situato il deposito Eurex dell'Enea, realizzato alla fine degli anni '60 e destinato al riprocessamento di elementi di combustibile esauriti provenienti da reattori di ricerca e da reattori tipo CANDU. Tali attività, svolte dal 1975 al 1984, sono state poi sospese per essere sostituite da operazioni di mantenimento dell'impianto in condizioni di sicurezza, di manutenzione dei sistemi rilevanti e di gestione dei rifiuti radioattivi prodotti. Il sito, in cui sono presenti rifiuti radioattivi sia allo stato solido che allo stato liquido, sarà interessato nei prossimi anni da numerose attività propedeutiche alla disattivazione e che concorrono inoltre ad aumentare il livello di sicurezza.
Sempre nel comune di Saluggia è situato il deposito Avogadro, realizzato alla fine degli anni '70 all'interno della struttura che ospitava un piccolo reattore di ricerca del tipo a piscina costruito alla fine degli anni '50. E' stato utilizzato successivamente dall'Enel come deposito temporaneo per il combustibile irraggiato ed esaurito in attesa di avviarlo all'estero per il riprocessamento e di dargli poi collocazione definitiva in un sistema di confinamento unico a livello nazionale.
NelComune di Bosco Marengo (AL) è invece situato l'impianto di Fabbricazioni Nucleari destinato alla fabbricazione del combustibile per centrali elettronucleari; realizzato agli inizi degli anni '70  ha fornito le cariche per gli impianti italiani e anche per il Superphenix di Creys-Malville. Ha cessato l'attività nucleare per la quale era stato realizzato e il materiale nucleare ancora presente nell’impianto è stato definitivamente alienato nel novembre 2006.
La Sogin prevede di riqualificare il sito attraverso la realizzazione di Laboratori di Analisi Ambientale e Radiologica, con apertura alle collaborazioni di università e centri di ricerca.
Vista la forte presenza di impianti nucleari in Piemonte il Convegno vuole essere un momento di riflessione e di discussione sul loro stato e sulla loro disattivazione.
Verrà inoltre illustrato il programma nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi e il percorso che partendo del decommissioning arriverà al Deposito Nazionale e al Parco Tecnologico.
Info
Centro Incontri Regione Piemonte - Sala 300
28 gennaio 2016
Dalle ore 9.30 alle 16.30
 
Fonte: regione.piemonte.it

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