La primavera aquilana della partecipazione

A un anno dal terremoto che sconvolse l’Aquila e l’Abruzzo la partecipazione dei cittadini aquilani prende sempre più vita attraverso le decine di iniziative messe in campo, dal basso e il più delle volte fuori dai riflettori mediatici. Famoso è il “popolo delle carriole” che lavora per smaltire le macerie dal centro cittadino ed oggi sono gli aquilani a decidere del proprio futuro.

L’immensa tragedia del terremoto, di quelle 3e32 di  aprile di un anno fa è divenuto un dramma collettivo che ha riguardato e riguarda tutti, abruzzesi e non. L’interesse tra i cittadini italiani si è manifestato nel tempo in varie forme di partecipazione solidali che sono divenute un’ossatura parallela al lavoro del governo e alla protezione civile. Uscendo per un momento dalle considerazioni a favore o meno delle politiche governative, quello che è emerso da un anno a questa parte è la partecipazione diretta di una popolazione che dalla tragedia sta tentando di rinascere sulle basi di un coinvolgimento diretto degli aquilani e delle aquilane al proprio futuro. In un presente difficile, per molti impossibile da immaginare, gli uomini e le donne dell’Aquila non hanno mai abbandonato il progetto di ricostruire la città, e di conseguenza la propria vita, in prima persona, senza accontentarsi dei progetti presentati.
Nel tempo è nato quello che oggi è definito il ”popolo delle carriole”, ovvero quelle centinaia di persone che domenica dopo domenica, o come dicono loro “ogni sporca domenica”, si riuniscono nel centro della città per raccogliere, con le carriole appunto, le macerie che continuano a rimanere sul posto e che impediscono una vera ricostruzione. Togliendo il velo in questo modo, alla politica del governo, che agendo in emergenza, ha fornito spazi abitativi alle porte della città, chiudendo il centro dell’Aquila in vista di un futuro da definire. Non giudicando sufficiente questo, i cittadini hanno iniziato questo percorso che ha avuto la capacità di tenere alta l’attenzione su di un tema che rischiava di rimanere solamente invischiato nelle campagne elettorali, e a promuovere la partecipazione diretta di quanti hanno subito in prima persona il terremoto. In questo percorso è nata una nuova partecipazione alla vita pubblica, che dimostra una dignità ed una voglia di futuro invidiabile da molti. “L’Aquila anno 1, spazi aperti per un’agenda aquilana” è il progetto che i comitati aquilani hanno varato per promuovere tale partecipazione. Attraverso una presenza fissa in una tensostruttura in piazza Duomo, che è divenuta il simbolo della voglia di rinascita della città. Infatti all’interno si tengono assemblee e tavoli di lavoro ed elaborazione che costituiranno i progetti futuri della città. Anche il sito internet del progetto, http://www.anno1.org/, raccoglie e pubblica tutte le proposte dei cittadini.
Dalla tragedia ad una nuova primavera aquilana, perché la ferita aperta di una popolazione, si trasformi in un percorso di ricostruzione, dal basso, di una nuova città dove tutti possano esserne veramente partecipi.

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