La UE deferisce l'Italia per la gestione dei rifiuti

La Commissione europea ammonisce formalmente l’Italia e la deferisce alla Corte di Giustizia per le discariche abusive e gli omessi controlli nella gestione dei rifiuti nel nostro Paese. Il monito di Bruxelles impone la bonifica di centinaia di siti illegali di rifiuti. Il rischio per l’Italia è di dover pagare un’ammenda forfettaria di 56 milioni di euro e una giornaliera di oltre 256.000 euro per ogni giorno successivo alla seconda sentenza, fino al giorno della regolarizzazione dell’infrazione.
 
La Commissione Europea ha deciso di deferire il nostro Paese alla Corte di giustizia perché non ha rispettato le precedenti sentenze che imponevano la bonifica di centinaia di discariche illegali di rifiuti. La multa sarà di 56 milioni di euro, oltre a 256.819,20 euro da pagare per ogni giorno successivo alla sentenza fino al momento in cui sarà materialmente effettuato il versamento.
A seguito della precedente sentenza della Corte la Commissione ha inviato all'Italia, nel febbraio 2008, una lettera di costituzione in mora e, nel giugno 2009, un parere motivato, segnalando che la violazione sistematica e generalizzata costatata dalla Corte di giustizia era ancora in corso. Nel giugno 2011 la Commissione ha chiesto all'Italia di presentare un calendario credibile per la regolarizzazione di tutti i siti in questione entro un periodo ragionevole.
In questo momento, accusa l’Esecutivo europeo, i dubbi sussistono tuttora in quasi tutte le regioni italiane, e le misure in vigore non sono idonee per estinguere, a lungo termine, il problema. Oggi in Italia si conteggiano 255 discariche da bonificare, 16 delle quali custodiscono rifiuti pericolosi.
Nonostante gli impegni assunti dall’Italia dopo la sentenza – completamente ignorata – della Corte di Giustizia Ue dell’aprile 2007 solo 31 discariche lamenta, la Commissione Ue, saranno bonificate entro la fine del 2012. Inoltre un calendario completo per l'ultimazione dei lavori è stato programmato solo per 132 discariche su 255. La Commissione, inoltre, denuncia gli omessi ragguagli che provino la presenza di un piano di controllo appropriato per evitare l’aumento di nuove discariche abusive. Per questi motivi la Commissione europea ha deciso di adottare la linea dura nei confronti dell’Italia. Davanti alla Commissione resta pendente la procedura d’infrazione aperta per la situazione delle discariche a Napoli. Secondo alcune fonti la decisione odierna di Bruxelles potrebbe suonare come un avvertimento sul possibile, prossimo arrivo di un deferimento alla Corte di giustizia anche per il caso specifico campano.
“È certamente una constatazione amara, ma da tempo denunciamo con tutte le nostre forze che la gestione dei rifiuti in Italia è fuori controllo”, ha commentato il capo della delegazione Idv all’europarlamento Niccolò Rinaldi. “Purtroppo siamo rimasti isolati. Su questo tema il nostro Paese è di fatto fuori dall’Europa”. Erminia Mazzoni (Pdl), presidente della commissione petizioni del parlamento europeo, ha lanciato un appello per “limitare i danni”, specie al Sud. “Confido nella difesa del ministro Clini. Spero che le iniziative annunciate servano a documentare un ravvedimento operoso”. Nella serata di ieri, il ministro dell’Ambiente Clini ha detto che per risolvere il problema delle discariche abusive, il governo sta lavorando ad un allentamento del patto di stabilità che, di fatto, impedisce di intervenire.

Fonte: tg1.rai, Zeroemission.

 
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