Le primarie di Greenpeace

A pochi giorni dalla conclusione del primo turno delle primarie del PD, Greenpeace rende noti i risultati in merito al parere degli elettori del centrosinistra sul futuro energetico del paese, raccolti in 24 città italiane e come questi potrebbero influire sulle intenzioni di voto.
 
Manca poco al ballottagio del 2 dicembre tra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi per scegliere il premier del Partito Democratico. Eppure vista l'alta affluenza degli elettori di centrosinistra al primo turno delle primarie chissà se i due contendenti faranno attenzione ai dati pubblicati il 26 novembre da Greenpeace. Oppure continueranno a fare orecchie da mercante sulle tematiche legate all'energia rinnovabile e a non rispondere, minimizzare e non prendere in considerazione la campagna IoNonViVoto.
Gli elettori del centrosinistra – afferma Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia - ci hanno detto la loro in maniera molto chiara. Renzi e Bersani, in oltre due settimane, non hanno trovato tempo per rispondere a un semplice questionario, per mettere 9 crocette e dirci sì o no agli impegni che sollecitiamo loro. Non solo: stanno mancando di rispondere a 25 mila cittadini che in una sola settimana gli hanno scritto firmando la nostra petizione. Non sono in grado di prendere posizioni chiare neppure quando chiedono il consenso dei cittadini?”.
Analisi confermata dal sondaggio effettuato nei giorni delle votazioni, su di un campione costituito da 2.139 votanti alle primarie, dove oltre il 97% si dichiara indisponibile a votare chi continuerà a permettere la costruzione di nuove centrali a carbone o non si impegnerà a ridurre l’utilizzo della fonte più sporca e dannosa per clima. L'identica percentuale vincola il proprio sostegno all’impegno, da parte dei leader, a proteggere il Mediterraneo dalle perforazioni petrolifere, così come il 99% dichiara che non darà il suo voto a chi non promuoverà concretamente la crescita delle fonti rinnovabili.
Dati da non dimenticare una volta eletti perchè una volta svanito il senso di "fedeltà al partito", non sarà semplice conquistare l'eletttorato italiano che ha a cuore lo sviluppo sostenibile del paese, senza posizioni nette e precise. Tanto meno se si continuerà a non opporsi a progetti che vanno in senso contrario.
 
Fonte: Greenpeace
 
 
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