Le Regioni contro la privatizzazione dell’acqua

Piemonte, Toscana e Liguria si aggiungono alla Puglia e all’Emilia Romagna nel ricorso alla Corte Costituzionale contro l’art 15 della legge 166/2009, meglio nota come "legge sulla privatizzazione dell'acqua", per contrastarne l’attuazione.

Sono numerose e variegate le iniziative in difesa dell’acqua pubblica che da tempo si sviluppano sul territorio nazionale. Il Forum Italiano dei movimenti per l’acqua è il contenitore che raccoglie e coordina tutte le iniziative promosse da cittadini ed associazioni e da molto tempo promuove la campagna di ripubblicizzazione della stessa, ancor prima del decreto Ronchi. Lo stesso organismo, radicato territorialmente svolge anche il ruolo di pressione nei confronti delle amministrazioni comunali, di comuni grandi e piccoli, per promuovere delibere contrarie alla privatizzazione. Il 20 marzo a Roma si terrà una manifestazione nazionale che avrà come parole d’ordine proprio la ripublicizzazione  dell’acqua, per la tutela dei beni comuni, biodiversità e clima e per la democrazia partecipativa.

Nel frattempo anche le Regioni stanno componendo con atti formali il cammino di opposizione legislativa al decreto presentando ricorsi alla Corte Costituzionale per rendere inefficace la legge varata dal governo, basandosi sul principio dell’impossibilità di  rendere commerciale un bene pubblico, attraverso la dimostrazione dell’incostituzionalità del procedimento governativo. Puglia ed Emilia Romagna sono state le prime a farlo e tra dicembre e gennaio si sono aggiunti il Piemonte, la Liguria e la Toscana. L’Abruzzo, unica regione amministrata dal centro destra tra le citate,  ha già legiferato in tal senso e alla fine dell’anno ha votato in consiglio una delibera che dichiara l’acqua un servizio privo di rilevanza economica,  sottraendosi all’obbligo di affidare ai privati la gestione degli acquedotti.
“Crediamo che questa sia una battaglia doverosa per difendere l'acqua come bene pubblico. Secondo noi la legge Ronchi presenta aspetti di incostituzionalità ed abbiamo deciso di impugnarla” ha dichiarato l'assessore all'Ambiente della Regione Liguria, Franco Zumino.
Il consiglio regionale piemontese, si legge nel comunicato stampa emesso sostiene:“ In altri termini, il Governo regionale ritiene che l'articolo 15 della legge 166 rappresenti sia una riduzione dei diritti fondamentali dei cittadini (art 3 della Costituzione) sia una prevaricazione rispetto al riconoscimento dei poteri assegnati alle Regioni in forza del Titolo V della Costituzione.
Alle osservazioni già inoltrate in precedenza, la Giunta ne aggiunge una serie riguardanti la violazione dei trattati europei e la libera concorrenza.”
Con sfumature diverse invece è da leggere il ricorso della Toscana. “Non abbiamo fatto ricorso per partito preso, spiega Claudio Martini, né per una questione ideologica. Ci siamo rivolti alla Corte Costituzionale, come altre volte in questi anni, perché riteniamo che siano stato lese le competenze della Regione. Non vogliamo rinunciare alla nostra autonomia. Non ricorriamo perché contrari alla privatizzazione del settore idrico o perché sostenitori della sua gestione pubblica. Lo facciamo perché, a nostro giudizio, se deve essere l’una o l’altra lo devono decidere i cittadini toscani e non il governo”.

Fonti: Regione Piemonte, Repubblica, Forum Italiano dei movimenti per l’acqua, Ansa, Il Centro, ilManifesto
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