L'estate dei cambiamenti climatici

Le ondate di calore e gli incendi che colpiscono tutto il pianeta, dalle regioni fredde come la penisola Scandinava al Giappone, facendo decine di vittime, cono coerenti, così come alluvioni e tempeste, con ciò che la scienza continua a prefigurare da anni in merito al riscaldamento globale.

L’estate da sempre considerata la bella stagione, nel 2018 non è stata tale. Siccità, incendi, uragani, inondazioni hanno caratterizzato l’estate 2018 rendendola non normale sotto ogni punto di vista e praticamente a nessuna latitudine. In Svezia la prolungata siccità e gli incendi che hanno colpito il paese, per l’intera stagione, hanno messo in pericolo la vita delle renne che rischiano di morire di fame. A lanciare l’allarme sono i pastori indigeni Sami allarmati per la sopravvivenza delle renne e della stessa cultura Sami che rischia di sparire del tutto. Tali catastrofi hanno devastato i foraggi per i pascoli invernali che per una completa ripresa potrebbero aver bisogno di 30 anni o anche più.

Un altro dato allarmante arriva dal Mar glaciale Artico dove lo scioglimento dei ghiacciai continua a persistere. Sotto monitoraggio è lo scioglimento graduale del ghiaccio marino più spesso e antico dell’Artico. In Groenlandia per la prima volta quest’anno il mare era blu e non ricoperto dalla solita spessa coltre bianca di ghiaccio. Questo è il risultato delle ondate di calore e dei venti caldi legati, al cambiamento climatico che hanno afflitto l’intero emisfero Nord, minacciando concretamente la sopravvivenza delle foche e degli orsi polari. Anche paesi meno freddi rispetto alle regioni artiche come il Canada, l’Irlanda e la Gran Bretagna, sono state investite da ondate di calore facendo registrare i massimi storici delle temperature. Tra queste la nazione maggiormente colpita è stata l’Irlanda. La siccità di giugno è stata particolarmente rigida da fare emergere le vestigi di un antico tempio in un sito archeologico, la cui presenza non era mai stata notata prima perché ricoperto dall’erba.

Non solo siccità, ondate di calare e incendi (merita di essere menzionato il peggiore incendio della storia della California che ha trasformato in cenere oltre 100mila ettari di terreno), ma anche l’acqua uccide con uragani e inondazioni. Lo abbiamo visto in Italia con la tragedia del Pollino o ancora in Giappone, dove nella regione del Kansai si è scatenato un alluvione che ha causato oltre 200 vittime e costretto milioni di persone ad abbandonare le proprie abitazioni. Tempeste e alluvioni hanno prodotto un enorme numero di sfollati anche in Cina, come testimoniano le cronache di questi giorni.

Tutte catastrofi legate senza alcun dubbio al riscaldamento globale. La Terra oggi è all’incirca un grado più calda da quanto l’uomo ha iniziato a immettere gas serra nell’atmosfera. Nonostante i solleciti degli scienziati e ricercatori da molti anni, solo da qualche anno gli Stati sono corsi ai ripari. Due gradi di riscaldamento globale sono il limite oltre il quale gli esperti prevedono catastrofi e entro il quale la conferenza di Parigi del 2015 ha stabilito di mantenersi. Il serio problema è che nelle condizioni attuali, le proiezioni medie degli studiosi danno un aumento di 4 gradi per l’inizio del prossimo secolo e le peggiori parlano di 8 gradi.
Senza contare che con l’aumento delle catastrofi climatiche, sempre più persone sono obbligate ad abbandonare le proprie case, nel 2017 su 30,6 milioni di persone sono state 18,8 milioni quelle che sono state costrette a spostarsi a causa di eventi climatici. Per il futuro nelle regioni meridionali dell'Asia, il V Rapporto dell’Ipcc individua tra i maggiori rischi connessi ai cambiamenti climatici l’innalzamento del livello del mare. Fenomeno che riguarderà l’habitat del 40% della popolazione dell’area (persone che attualmente vivono entro i 60 km dalla costa). Stress idrologico, crisi alimentare, diffusione di malattie infettive associate al cambiamento climatico, ritiro dei monsoni e scioglimento dei ghiacciai himalayani, colpiranno questa parte del Continente.
Il “Global Risk Report 2017” del World Economic Forum stima che nel 2016 i migranti originati da cause ambientali siano stati 24,2 milioni. “Secondo l’Environmental Justice Foundation (Ejf), associazione internazionale con base in Gran Bretagna nel 2016, 45 persone al minuto sono state obbligate a lasciare le loro case e le loro comunità a causa dei cambiamenti climatici” (n.2/2018 QualEnergia).

Fonte: www.internazionale.it, L'Atlante dei migranti - Lab del Gruppo editoriale L'espresso, La Stampa, QualEnergia

 
Photo by L.W. on Unsplash
<p>Oltre a informazioni su <strong><em>clima estate 2018 ,scioglimento ghiacci, cambiamenti climatici </em></strong>su Effetto Terra puoi trovare informazioni su disastri climatici, siccità 2018 <a href="/directory">segnalare siti</a> nonchè visitare i <a href="/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche.</p>"

Pubblicato in


Turismo Responsabile

SOSTIENI L'AMBIENTE

Sostieni Effetto Terra: dona il 5x1000 a Eta Beta

Incontri formativi scuole

Eta Beta propone incontri per imparare come cambiare i comportamenti di consumo e come migliorare ogni giorno l’ambiente in modo efficace, con piccoli gesti.