Mobilità – Arriva l’aereo sostenibile

Produrre motori aeronautici a basso impatto ambientale, è questa la sfida lanciata dal Great Lab, laboratorio per la ricerca sul “Green Engine for the Airtransport”, inaugurato ufficialmente a Torino nella Cittadella del Politecnico.

Nato dalla collaborazione tra l’ateneo torinese e Avio (azienda specializzata nella propulsione aerospaziale, un tempo nota come Fiat Avio e oggi controllata all’85% da un fondo britannico e per la parte restante da Finmeccanica), il Lab è il primo centro di ricerca italiano dedicato allo sviluppo di propulsori aeronautici ecocompatibili. Al suo interno diversi gruppi di ricerca, coordinati da docenti universitari e specialisti in tecnologie aeree, si avvarranno del lavoro di sviluppo di neolaureati e dottorandi del Politecnico e punteranno alla creazione di un “network” (una rete di scambio) con i maggiori centri di studio nazionali.

“Great 2020” è il nome nonché l’obiettivo del programma avviato a Torino, così chiamato per sostenere la partecipazione piemontese ai piani europei per la costruzione, entro il 2020, di “aerei verdi”. L’Unione Europea, infatti, ha da poco lanciato la campagna “Clean Sky project”, con l'idea di creare una partnership pubblico/privata per ridurre l’inquinamento generato dai “giganti dell’aria”. L’iniziativa di Politecnico e gruppo Avio rientra così tra i progetti finanziati nell’ambito del Comitato Promotore del Distretto Aerospaziale, gruppo di lavoro creato dalla Regione Piemonte insieme a un consorzio di 24 PMI (piccole medie imprese) al fine di centrare gli obiettivi stabiliti da Bruxelles.
Oggi si calcola che il solo trasporto aereo produca circa il 3% del riscaldamento globale del pianeta, mentre recenti studi ritengono quasi certo che, a fronte del raddoppio nei prossimi 10 – 15 anni del numero degli aerei in circolazione (che alcune stime danno triplicato entro il 2030), la produzione di CO2 nei cieli europei raggiungerà oltre il 5% delle emissioni a livello mondiale. Per far fronte al problema, il Consiglio della ricerca aeronautica europea (Acare - Advisory Council for Aeronautiacl Research in Europe) ha individuato come priorità la riduzione dell’80% dei nitrogeni di ossido rilasciati nell’atmosfera dai velivoli europei, nonché il dimezzarsi delle anidridi di carbonio e l’abbattimento dell’inquinamento acustico. Alcune compagnie stanno cercando una risposta nello sviluppo di propulsori a idrogeno o nell’impiego di biocombustibili, ma per ora il decollo riguarda solo progetti di ricerca piuttosto che aeromobili veri e propri.

La campagna europea: www.cleansky.eu/


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