Oceani sempre più acidi. L’allarme viene lanciato da IGBP

Il nuovo rapporto Biosphere Geosphere Programme (IGBP), è stato presentato alla Conferenza Internazionale sul Clima di Varsavia. Secondo il rapporto l'anidride carbonica che le attività umane emettono nell'atmosfera abbassano il pH degli oceani aumentando l'acidità.
 
Lo studio, che ha raggruppato nella sede californiana Igpb oltre 500 esperti, ha dimostrato come gli oceani stiano diventando acidi ad un ritmo senza precedenti che potrebbe causare l'inacidimento più rapido degli ultimi 300 milioni di anni. Il mare assorbe l’anidride carbonica mediante meccanismi fisico-chimici e biologici. Quando i meccanismi fisico-chimici prendono il sopravvento vuol dire che i sistemi che regolano l’immobilizzazione dell’anidride carbonica si stanno inceppando. Così, una maggiore quantità di anidride carbonica immobilizzata nel mare significa che l’acqua diviene più acida e un abbassamento del pH causa conseguenze molto gravi per la vita degli oceani. Secondo il rapporto un simile accrescimento ha alterato la chimica delle acque producendo effetti maggiori soprattutto per Artico e Antartico in cui le acque ghiacciate trattengono più CO2 rispetto agli altri mari.
La colpa, ovviamente, è da attribuire alle attività umane che ogni anno riversano negli oceani 24 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Solamente entro il 2100 secondo gli scienziati si potrebbe riscontrare un aumento del 170% rispetto ai livelli attuali; un dato sconcertante che pone non poche problematiche per la biodiversità. È stato stimato che circa il 30% delle specie oceaniche avrebbe poche probabilità di sopravvivere in queste condizioni. Tra le aree più a rischio, dove i danni dell'acidificazione sono più evidenti, la barriera corallina, dove si è riscontrata una progressiva dissoluzione del carbonato di calcio che forma la struttura portante dei coralli e quindi della barriera. Corali che, proprio per effetto dell'acidificazione, stanno anche progressivamente perdendo il loro caratteristico colore rossastro.
Secondi il rapporto a meno che non si ripristini la salute degli oceani ci saranno conseguenze pesanti. I governi devono intervenire urgentemente, proprio come se si trattasse di una minaccia alla sicurezza nazionale.
Fonte: ANSA; Igbp.net
 
 

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