Orti Urbani: pratiche di "agricivismo" metropolitano

La passione di portare anche sui terrazzi e sui balconi, le verdure i fiori che normalmente si trovano solo fuori città coinvolge quasi quattro italiani su dieci, che nel tempo libero, per hobby e oggi anche un po' per necessità, si dedicano all'orto o al giardino, appena fuori da casa, con benefici sorprendenti.
Secondo le previsioni demografiche dell'Onu, nel 2030 i due terzi degli abitanti del pianeta vivranno nelle città, e già nel 2007 la popolazione urbana del pianeta ha superato quella che vive nelle zone rurali. Oggi, nonostante i dati e le tendenza in atto, sembra stia avvenendo un fenomeno contrario, con la campagna che ritorna nelle città, comparendo un po' ovunque sui tetti, sui terrazzi, sui balconi e nei giardini delle metropoli. Lo storico dell'urbanistica statunitense Richard Ingersoll in "Sprawltown", pubblicato in Italia dove risiede, ha definito questo moto inverso "agricivismo" , quasi un ossimoro. Sostenendo con questo, la funzione sociale dell'orto in città, svilendo quella meramente estetica. "L' agricivismo richiede la partecipazione attiva dei cittadini, e questa partecipazione rende più "urbano" ogni spazio perché crea legami sociali, può rispondere a un fabbisogno locale, può coinvolgere le parti più deboli delle società. E può insegnare ai bambini, che hanno un'idea industriale del cibo, da dove vengono le cose che si mangiano."Orti urbani" quindi come risposta alla sicurezza e all'educazione alimentare, ma anche strumenti sociali per rompere la vita della città.
Il dato di fatto, comunque è significativo e se ne sta parlando sempre di più, anche forse in un momento come questo, dove la crisi globale, tiene banco, il fenomeno della coltivazione diretta in città, sembra essere una delle risposte. Quando nacquero le prime forme di orti urbani, però rispondevano solamente alla "domanda sociale di paesaggio", riservando ad un elite che viveva ai piani alti dei palazzi nelle grandi metropoli la possibilità/sfizio di averlo.
Poi si è passati a soddisfare la domanda attraverso forme di miglioramento diretto del paesaggio urbano, con l'installazione di aree verdi laddove a risiedere era solo il cemento, vedendo nascere un movimento internazionale di giardinieri d'assalto riuniti sotto la sigla Guerrilla Gardening (ne avevamo già parlato in un precedente articolo).
Il fenomeno ora è stato preso in seria considerazione dalla Coldiretti, che ha pubblicato alcuni dati in merito, sdoganando definitivamente la pratica metropol/agraria, valorizzandone tutti gli aspetti, compresi quelli sociali legati alla salute. "Una opportunità disponibile non solo per chi dispone di spazi all'aria aperta ma - precisa la Coldiretti - anche di semplici terrazzi grazie all'offerta di piante di varietà adatte alla coltivazione in vaso. Non solo dunque piante, fiori, basilico, rosmarino e mentuccia, ma anche  pomodori, zucchine e lattuga". "Le novità offerte sul mercato per preparare l'orto in terrazzo - afferma sempre la Coldiretti - sono molte e non c'è che da scegliere tra peperoni, cetrioli, melanzane, peperoncini piccanti dalle mille forme, rotondi, a cono, a campana, pomodori con i frutti piccoli e dolci, fagiolini e ogni tipo di ortaggio capace di crescere in vaso. Si tratta - continua la Coldiretti - in alcuni casi di varietà nane ottenute naturalmente attraverso incroci, mentre altre volte si tratta di normali prodotti dell'orto che si adattano a crescere anche in spazi ridotti come i vasi." Inoltre, elaborando alcuni dati dello studio dell'Università di Uppsala in Svezia durato 35 anni ed ora pubblicato sul British Medical Journal di marzo, si evince che chi fa giardinaggio o un' attività sportiva di modesta intensità guadagna circa un anno di vita rispetto chi rimane inattivo; ma chi raggiunge livelli di attività più intensa può guadagnare oltre due anni anche se l'impegno deve durare almeno dieci anni prima di vedere un effetto statisticamente significativo.
In Italia sono sempre piu' numerosi i comuni che mettono a disposizione piccoli appezzamenti da assegnare per la coltivazione soprattutto a pensionati, e le regioni dove il fenomeno è più diffuso sono il Veneto, Valle d'Aosta, e Friuli Venezia Giulia; negli Stati Uniti l'orto in terrazzo sta appassionando, secondo la Coldiretti, l'upper class con insalate e pomodori che crescono anche sui tetti di grattacieli e case di New York, San Francisco, Boston, tanto che nel 2008 la "Burpee Seeds", la più grande azienda americana di sementi, ha venduto il doppio rispetto all´anno precedente. In Gran Bretagna il National Trust che si occupa della gestione del patrimonio  culturale del Regno Unito, ha messo a disposizione dei cittadini mille appezzamenti di terreni in grado di produrre 2,6 milioni di cespi  di lattuga.
In conclusione vogliamo citare l'attività dell'entomologo dell'Università di Bologna, Gianumberto Accinelli, fondatore del progetto Eugea ( Ecologia Urbana Giardini e Ambiente) che attraverso il sito dell'associazione (http://www.eugea.it/)  spiega come fare giardini sia un modo di cambiare il presente partendo dal basso. Infatti Eugea porta avanti progetti che legano alla partecipazione diretta dei cittadini qualsiasi percorso, dimostrando che non si può delegare solo alla politica, la tutela dell'ambiente. Il tema orti e giardini, nel sito viene trattato molto bene, lavorando a rompere quel concetto che vede ancora diffusa in Italia  l'associazione tra l'arredamento e le piante sminuendo e di fatto rinunciando a tutte le loro utilità.

Fonti: Coldiretti, Eugea

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