Piemonte: i siti contaminati della Provincia di Torino

Presentato dall'Arpa il Rapporto sullo stato dell'Ambiente in Piemonte 2008 e i dati censiti dall'Anagrafe regionale rispetto ai siti contaminati fotografano una situazione allarmante: erano 430 nel 2003, sono a saliti a 970 nel primo semestre 2008. La provincia di Torino è la più preoccupante, le aree compromesse aumentano e le bonifiche non riescono a tenerne il passo.

Il Rapporto sullo stato dell'Ambiente in Piemonte, è una sorta di "check up" pubblicato ogni anno dall'Arpa sulle condizioni di salute della nostra Regione: aria, acqua, rifiuti, uso del suolo, campi elettromagnetici sono i campi d'indagine. Sono molti i dati che si possono evincere dal rapporto ma il dato più preoccupante è quello che riguarda siti contaminati, che rappresentano l'indicatore più negativo nel panorama ambientale piemontese.
Erano 430 nel 2003, sono a saliti a 970 nel primo semestre 2008. Tra le province piemontesi, il poco invidiabile primato è detenuto da quella di Torino: rispetto al 2007 le aree compromesse sono passate da 309 a 408. Le bonifiche,17 nel 2003 e 88 nel 2008, non riescono a tenere il passo con la realtà.
I dati nella realtà sono peggiori perché ai siti contaminati registrati nell'Anagrafe regionale si aggiungono quelli non ancora censiti ma che hanno tutti i requisiti per giustificare un intervento di bonifica. Restando al Torinese, i 445 del 2007 sono diventati 540 nel primo semestre 2008. Quanto basta e avanza per accendere i riflettori su un'emergenza ambientale di cui si parla troppo poco e che per varie cause, non viene affrontata nella sua complessità.
Una delle maggiori cause è la deindustrializzazione del torinese perché da Torino a Settimo, da Pinerolo a Ivrea, si susseguono aree impestate da scarti di lavorazioni industriali cessate per  fallimenti delle aziende o delocalizzazione, lasciando sul terreno gli scarti dell'ex produzione: imballaggi, gomma, plastica industriale, solventi, idrocarburi, metalli pesanti e molto altro ancora. Eredità del passato prossimo: note da tempo, talora messe in sicurezza, riportate all'onore delle cronache dal recupero delle ex-aree industriali o dagli scavi lungo le rive dei corsi d'acqua
Altre sono frutto del caso, come gli sversamenti accidentali, o delle modifiche imposte dal legislatore: la rimozione dei serbatoi nei distributori di carburante per recepire le nuove normative sulla sicurezza consente di scoprire perdite insospettate.In ultimo incide anche la crisi economica che sta falciando decine di aziende: quando un'impresa muore, si alza il coperchio. Come minimo, cessa la manutenzione di massima.
Diminuisce la produzione, si fa fatica a garantire i posti di lavoro, ma le scorie rimangono e a volte aumentano.

Rapporto sullo stato dell'Ambiente in Piemonte

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