Plastic-free, per un mondo più pulito

Un mondo senza plastica è possibile, e i cambiamenti ad esso annessi devono coinvolgere sia i comportamenti delle multinazionali, sia quelli della vita quotidiana di ognuno di noi.

Ultimamente l’argomento è emerso alla ribalta con la pubblicazione di un report di Greenpeace “Throwing away the future: how companies still have it wrong on plastic pollution solutions” e la presentazione del libro “Vivere senza plastica si può” di Jay Sinha e Chantal Plamondon pubblicato da Harpercollins durante il Festival di Internazionale a Ferrara.

Come ormai noto la plastica è una delle maggiori fonti inquinanti del globo, ne sono testimoni i mari, i terreni e il pianeta più in generale. Quando parliamo di plastica, non dobbiamo immaginare solamente i grandi imballaggi o i packaging più comuni, fanno parte di questa categoria tutta una serie di altri materiali quali le bioplastiche e le microplastiche, principale fonte di inquinamento dei mari e sempre più dannosi per tutti gli ecosistemi, in quanto le loro modestissime dimensioni (circa 5 millimetri) ne permettono l’ingestione da parte di moltissime specie marine e non solo.
Non vi è dubbio che le grandi multinazionali influiscano negativamente sull’introduzione di plastica nel sistema economico globale, ed è altrettanto vero che la stessa produzione di plastica sia una notevole fonte di inquinamento. Partendo dall’estrazione di minerali fossili alla conseguente trasformazione, i gas serra prodotti dagli impianti di raffinazione sono una seria fonte di preoccupazione per gli ambientalisti di tutto il mondo.

Molte grandi aziende utilizzano i termini ECO, BIO e GREEN i più delle volte solo per marketing, diffidiamo dunque da chi si spaccia per tale. Sempre secondo il rapporto di Greenpeace “Throwing away the future: how companies still have it wrong on plastic pollution solutions”, grandi aziende come MC Donald’s e Nestlè, stanno cercando di diminuire l’uso di plastica sostituendo parte degli imballaggi con packaging in carta, in genere percepita come un materiale più sostenibile, ma non si tratta di una soluzione. La carta pur essendo materiale biodegradabile, richiede infatti l’utilizzo di grandi quantitativi di legno per la sua produzione, con conseguenti deforestazioni e l’annientamento di ecosistemi ad elevata biodiversità, fondamentali nella lotta ai cambiamenti climatici. Le bioplastiche, per essere considerate tali dalle aziende produttrici, necessitano di contenere fino al 40% di materiale organico quale mais o farina di amido, ma per la restante composizione viene impiegata comune plastica. Questa mescola di materiali non compatibili tra loro ne rende assai difficile lo smaltimento e il successivo riciclo. Se pur etichettate con il termine “biodegradabile” necessitano di condizioni di temperatura e umidità che raramente sono presenti in natura affinché gli stessi riescano effettivamente a decomporsi. La plastica compostabile è progettata per decomporsi del tutto solo in condizioni tipiche degli impianti di compostaggio industriali.
Sia il report che il libro evidenziano come la catena del riciclo, presentata come soluzione all’eccessivo consumo di plastica mostra delle serie carenze, a livello europeo solo il 31% dei rifiuti nel 2016  è stato realmente riciclato, è solo il 7% delle bottiglie raccolte è stato trasformato in nuove bottiglie.
Gran  parte del packaging in plastica è soggetto a “downcycling”, ovvero riutilizzata per la produzione di materiali plastici di bassa qualità non riciclabili.

Uno stile di vita attento e responsabile, potrebbe limitare, certo con sacrificio e tempo l’utilizzo di plastica ad uso domestico. Jay Sinha e Chantal Plamondon in “Vivere senza plastica si può” ad esempio sottolineano come la plastica sporca non possa essere riciclata, così come alcuni contenitori di polistirolo, e vista la carenza di attenzione da parte degli stati e delle multinazionali, il primo impegno deve partire da noi. Cambiando le nostre abitudini quotidiane, per esempio eliminando l’acquisto di materiali e imballaggi monouso possiamo influire positivamente sul mercato riducendo dell’80% il nostro consumo di plastica, attenuando in questo modo l’acquisto di plastiche vergini da parte delle multinazionali, e avvicinandoci così a un mondo plastic-Free.

Redazione - Photo by Hermes Rivera on Unsplash

<p><span style="display: inline !important; float: none; background-color: #ffffff; color: #000000; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 10px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;">Oltre a informazioni su <strong><em>plastic-free, packaging inquinanti, plastica compostabile</em></strong></span><em style="color: #000000; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 10px; font-style: italic; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;"><strong> </strong></em><span style="display: inline !important; float: none; background-color: #ffffff; color: #000000; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 10px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;">su Effetto Terra puoi trovare informazioni su vivere senza plastica si può, throwing away the future: how companies still have it wrong on plastic pollution solutions, report greenpeace su inquinamento plastica </span><span style="display: inline !important; float: none; background-color: #ffffff; color: #000000; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 10px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;">nonchè visitare i </span><a style="color: #0066cc; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 10px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: underline; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;" href="/siti_consigliati.html">siti consigliati</a><span style="display: inline !important; float: none; background-color: #ffffff; color: #000000; font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: 10px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;">, che trattano queste tematiche.</span><strong></strong><em></em></p>"

Pubblicato in


Turismo Responsabile

SOSTIENI L'AMBIENTE

Sostieni Effetto Terra: dona il 5x1000 a Eta Beta

Incontri formativi scuole

Eta Beta propone incontri per imparare come cambiare i comportamenti di consumo e come migliorare ogni giorno l’ambiente in modo efficace, con piccoli gesti.