Rapporto Ambiente Italia 2016

È stato presentato a fine giugno il Rapporto Ambiente Italia 2016, a cura di Legambiente, edito da Edizioni Ambiente. I dati presentati non sono per nulla confortanti, infatti risulta che dei 6477 chilometri di costa che separano Ventimiglia da Trieste (comprese Sicilia e Sardegna, ma escludendo le piccole isole) ben 3291, il 51%, sono stati trasformati e cementificati in modo irreversibile.

La legge Galasso (Legge n. 431, 8 agosto 1985) ha introdotto, già nel lontano 1985, una serie di tutele sui beni paesaggistici e ambientali e su tutte le aree entro i 300 metri dalla riva del mare, ma nonostante la previsione normativa dal 1988 al 2015 sono stati cementificati altri 220 chilometri di costa, l’equivalente di 25 metri di cemento fresco ogni giorno. Dei 3291 chilometri di coste edificate 719,4 chilometri sono occupati da industrie, porti e infrastrutture, 918,3 da centri urbani e addirittura 1653,3 chilometri, il 25% dell’intera linea costiera, da ville, villette ed edifici.
Tra le Regioni il primato delle casette davanti al mare (stile commissario Montalbano per intenderci) spetta alla Sicilia (350 chilometri su 1152 più del 30%), seguita da Calabria e Puglia; la Sardegna è invece la regione più virtuosa per quantità di paesaggi naturali e agricoli ancora integri.
Un’altra criticità delle coste italiane emersa dal Rapporto riguarda l’inquinamento dell’habitat marino, infatti emerge che il 25% degli scarichi cittadini non sono ancora depurati (40% in alcune località) e ben 1.022 centri urbani sono in procedura di infrazione europea (815 di quelli della Campania, il 73% della Sicilia, il 62% della Calabria). Il 45% dei prelievi realizzati da Goletta Verde nel 2015 è risultato inquinato e anche dai prelievi effettuati quest’anno (Goletta Verde è partita il 18 giugno dalla Liguria, destinazione Trieste )non risultano dati confortanti.
Su 24 spiagge e litorali monitorati in Liguria ben due terzi sono risultati inquinati o fortemente inquinati per la presenza di cariche batteriche (escherichia coli e/o enterococchi di origine intestinale) al di sopra del limite di guardia. Stessa situazione riscontrata anche in Toscana e Lazio.
Come spiega Rossella Muroni , presidente nazionale di Legambiente, il punto da cui ripartire sono le aree protette, oggi 32. “È un modello che si è già rilevato di successo, anche dal punto di vista turistico. Ma bisogna anche muovere le ruspe per demolire le migliaia di case abusive  che deturpano le nostre coste, e avviare operazioni di riqualificazione in aree che potranno, in questo modo, avere un futuro turistico fuori dal degrado”.

Fonte: La Stampa


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