Relazione sullo stato ambientale in Piemonte

 Il “Rapporto sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte” dell’Arpa Piemonte riassume tutte le informazioni sulle condizioni ambientali e la loro evoluzione nel tempo. 
 
Pubblicata annualmente la relazione presenta la sintesi delle conoscenze ambientali conseguite mediante il monitoraggio, il controllo, l’attività analitica e l'elaborazione dei dati. L’edizione 2017 della Relazione ha come filo conduttore il tema della sostenibilità e per ogni argomento trattato, si fa un preciso riferimento ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile in cui si articola l’Agenda ONU, con l’obiettivo di verificare quanto le politiche pubbliche regionali siano in effetti proiettate alla sostenibilità e quanto siano in grado di sostenerla. I dati rilevati e analizzati riguardano clima, aria, acqua e lo sfruttamento del territorio in Piemonte.
Sulla falsariga del generale trend di aumento globalizzato delle temperature, si possono evidenziare alcuni cambiamenti climatici nelle variabili meteorologiche. Ad esempio il 2016 in Piemonte è stato il 5° più caldo dell’intera serie storica di misure dal 1958 ad oggi e  tutti i mesi del 2016 sono risultati superiori alla media climatica del periodo 1971-2000. 
Rispetto alla qualità dell’aria, nonostante le oscillazioni legate ai fattori meteorologici, ne è stato osservato un miglioramento. Il particolato (PM10) nell’analisi della serie storica 2001-2016, a livello regionale, risulta in una concentrazione media annua ridotta in modo evidente. Gli inquinanti però continuano ad essere un problema. Nel bacino del Po sono il particolato atmosferico (PM10 e PM2,5) e l’ozono, entrambi riconosciuti come i maggiori responsabili degli effetti negativi sulla salute umana, nonché il biossido di azoto (NO2) e il benzo(a)pirene a superare il valore limite annuale. Principalmente ad Alessandria, Novara e Torino, ossia in contesti caratterizzati da un intenso traffico veicolare e/o da un’intensa antropizzazione del territorio.
Dati aggiornati ci sono anche rispetto ai valori delle precipitazioni e sulla situazione delle risorse idriche superficiali in Piemonte. La precipitazione complessiva da inizio anno è pari a poco più di 400 mm, circa il 25% in meno rispetto alla precipitazione cumulata media riferita al periodo 1971-2000. Tutti i bacini a sud del Po risultano in condizioni almeno di siccità moderata con punte di siccità severa (sul Tanaro) e estrema (sulla Bormida). Relativamente ai fiumi, emerge come il 55% dei corpi idrici monitorati presenta uno stato ecologico buono o superiore e il 45% sufficiente o inferiore. Per quanto riguarda lo stato chimico il 95% dei corpi idrici risulta buono.
Nel mondo ogni anno vengono perduti milioni di ettari di suolo per le cause più diverse tra le quali (espansione delle città, erosione, deforestazione, inquinamento ecc.) e il Piemonte non è immune da questo trend. Nel territorio piemontese durante l’arco temporale 2008-2013 si osserva un complessivo rallentamento del fenomeno, in parte riconducibile anche alla crisi economica, con un aumento di circa lo 0,30% del consumo di suolo della superficie urbanizzata (dal 5,50% al 5,80%).
Infine emerge come tra le fonti di pressione che possono alterare lo stato del territorio, i siti contaminati rappresentano uno dei fattori antropici più consistente. Attualmente i siti presenti nell’Anagrafe Regionale dei Siti Contaminati sull’intero territorio regionale sono 1.631 (di cui 783 con procedimento di bonifica attivo e 848 conclusi). 
 

Per consultare l’intero rapporto: http://relazione.ambiente.piemonte.gov.it/2017/it 

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