Report “Goletta Verde 2017”: diminuiscono le zone critiche, ma resta alto il numero dei batteri

Anche quest’anno l’attività di monitoraggio condotta da “Goletta Verde” di Legambiente, lungo tutta la costa italiana, dice che lo stato di salute dei nostri mari è molto critico.
In 21 giorni di navigazione sono stati scandagliati circa 7.412 chilometri di costa tra cui anche le sponde dei laghi, le foci di fiumi e dei torrenti, che molto spesso sono frequentati dai bagnanti. Dall’analisi microbiologiche dei 260 campionamenti prelevati è emerso che il 40% presenta una quantità elevata di batteri. I criteri di giudizio sono stati effettuati in base ai valori limite per la balneazione indicati nell'allegato “A” del Decreto del Ministero della Salute del 30 marzo 2010. Dai parametri di riferimento del Decreto è stato possibile stilare una classificazione delle criticità. Attraverso due colorazioni: in arancione (Enterococchi intestinali > 200 UFC/100ml e/o Escherichia Coli > 500 UFC/100ml) quelle che identificano i punti con “acque inquinate” e in rosso (Enterococchi intestinali > 400 UFC/100ml e/o Escherichia Coli > 1000 UFC/100ml) invece quelle che descrivono una situazione di “acque fortemente inquinate” è stato possibile fare una mappatura generale di tutto lo stivale. Le relazioni conclusive hanno riferito che le regioni costiere dov’è stato registrato il tasso più alto di inquinamento sono: il Lazio, la Campania, la Sicilia e la Calabria. L’indagine ambientale ha consentito tra l’altro di riscontrare delle criticità anche nelle zone a ridosso dei laghi: nel Lago di Garda sono state segnalate 13 aree; nel Lago Maggiore 12; fanalino di coda il Lago di Como e il Lago d’Iseo rispettivamente con 8 e 6 zone critiche;
In riferimento alle numerosissime difformità riscontrate dalla spedizione di Goletta Verde, Legambiente ha presentato alle Capitanerie di Porto 11 esposti: uno per ogni regione in cui sono stati rilevati i “punti cronici di inquinamento” anche in riferimento alla novella legge sugli ecoreati che ha introdotto il reato di inquinamento ambientale nel codice penale.
Il monitoraggio delle spiagge ha inoltre consentito di trovare assorbenti, blister, salviette ma, soprattutto cotton fioc. Fenomeni che testimoniano la persistente cattiva abitudine di gettare tali rifiuti nel wc, alimentando quell’insufficienza depurativa che è alla base dell’inquinamento dei nostri mari. Le situazioni migliori, anche quest'anno, vedono primeggiare le regioni di Sardegna  e Puglia (rispettivamente con 5 e 10 zone critiche), seguite da Emilia Romagna e Veneto.
 
Fonte: Legambiente;
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