Scoperto un enzima che mangia la plastica

Scoperto, per errore, da un gruppo di ricerca internazionale formato da esperti dell’Università di Portsmouth (Regno Unito) un enzima capace di mangiare la plastica, “candidato” a diventare lo spazzino del nostro Pianeta.

Lo smaltimento della plastica rappresenta uno dei più importanti problemi per l’ambiente. La quantità di PET che galleggia negli oceani è impressionante, si parla di oltre 250 mila tonnellate, per un totale di 5.250 miliardi di frammenti. Sembra che gli esperti dell’università britannica abbiano trovato finalmente una soluzione innovativa a questo grave problema. L’enzima artificiale in grado di mangiare la plastica presente in natura.  La scoperta è stata fatta esaminando la struttura di un enzima naturale rinvenuto in un centro di riciclaggio dei rifiuti alcuni anni fa in Giappone. I ricercatori sono stati in grado di delineare la struttura dettagliata dell’enzima che, modificato, è capace di scomporre la plastica presente nel PET. L’enzima mutante impiega alcuni giorni per iniziare a scomporre la plastica, ma lo fa comunque molto più velocemente del tempo che impiega il processo naturale negli oceani. I ricercatori sono ottimisti che questo processo possa essere ulteriormente accelerato e diventare attuabile su larga scala, riducendo così notevolmente la quantità di materiale plastico diffusa nell’ambiente.
Accidentalmente è stato sviluppato un enzima ancora più performante nello scomporre la plastica Pet”, si legge nella relazione pubblicata lunedì dall’American Academy of Sciences (Pnas). “La fortuna gioca spesso un ruolo importante nella ricerca scientifica di base e la nostra scoperta non fa eccezione”, ha osservato John McGeehan, professore alla School of Biological Sciences di Portsmouth. “Il processo di ingegneria è molto simile a quello degli enzimi attualmente utilizzati nei detergenti per il lavaggio biologico e nella produzione di biocarburanti” ha continuato il professore McGeehan.
In tutto il mondo vengono vendute ogni minuto circa 1 milione di bottiglie di plastica e solo il 14% di queste viene poi riciclato. Molte finiscono negli oceani, danneggiando la vita marina e potenzialmente anche le persone che mangiano pesce. L’enzima mangia plastica potrebbe dunque aiutare a risolvere tale problematica ed è soprattutto una speranza per la riduzione della plastica del nostro Pianeta.

A.I.

www.greenme.it

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