Si apre la fase 2 del protocollo di Kyoto

Si apre oggi a Doha, in Qatar, una nuova pagina dei negoziati sul fronte dell'emergenza clima. A distanza di vent'anni dalla conferenza di Rio del 1992, parte la 18/a Conferenza mondiale delle parti della "Convenzione quadro sui cambiamenti climatici" (Unfccc). A partecipare, per preparare la sessione ministeriale, prevista dal 4 al 7 dicembre, sono i delegati di oltre 190 nazioni.
 
Particolarmente significativa è la scelta della location in cui si svolgerà la conferenza. E’ la prima volta, infatti, che la Conferenza si tiene in un Paese del Golfo, fra i principali produttori di combustibili fossili del pianeta; ed è la prima occasione per discutere ad alti livelli delle modalità della “fase due” del protocollo di Kyoto e della piattaforma di azione decisa a Durban. Per quanto riguarda gli obiettivi, le nazioni l'anno scorso si sono accordate per adottare un nuovo trattato entro il 2015, data entro il quale dovranno essere risolte alcune questioni, fra cui come distribuire i tagli alle emissioni fra Paesi ricchi e poveri. I colloqui dureranno due settimane e si concentreranno sull'estensione del protocollo di Kyoto e sul tentativo di raccogliere miliardi di dollari per aiutare le nazioni in via di sviluppo ad affrontare il clima in continuo mutamento.
La conferenza di Doha dovrà definire la durata del secondo periodo di impegno del protocollo (cinque oppure otto anni). L'Ue punta ad otto anni, per coprire l'intervallo di tempo necessario fino al 2020, quando è previsto che entri in vigore il nuovo accordo globale dopo Kyoto. La delegazione europea guidata dal presidente della Commissione ambiente, il tedesco Matthias Groote, porterà avanti, si spera, quanto approvato dal Parlamento europeo, con 485 sì, 109 no e 45 astensioni, nella risoluzione del 22 novembre, per la quale "Il summit delle Nazioni Unite sul clima di Doha (Cop 18) dovrebbe incoraggiare l'Unione europea e egli altri Paesi del mondo a moltiplicare le loro azioni in vista di limitare il riscaldamento climatico mondiale". Gli eurodeputati hanno anche chiesto che l'Ue "Metta l'asticella più in alto riguardo al suo obiettivo attuale di riduzione del 20%". Affermando che "E' nell'interesse dell'Unione puntare ad un obiettivo in materia di protezione del clima del 30% entro il  2020, il che permetterà di produrre una crescita sostenibile, di creare posti di lavoro in più e di ridurre la dipendenza dalle importazioni di energia". Comma però passato con una maggioranza risicata: 331 favorevoli, 306 contrari e 9 astenuti.
I Paesi cosiddetti Basic (Brasile, Cina, India e Sud Africa), cioè i paesi emergenti, hanno invece fatto sentire la loro voce alla vigilia del summit. Rispetto al nuovo accordo globale dal 2020, non negozieranno se i paesi ricchi e quelli poveri saranno messi sullo stesso piano, richiedendo una distinzione chiara fra responsabilità dei Paesi ricchi e poveri rispetto alla produzione di gas serra e quindi alla loro riduzione.
Intanto Greenpeace ha comunicato che non organizzerà proteste e manifestazioni (difficili da realizzare per problemi logistici), chiedendo però che vengano adottati gli emendamenti al Protocollo di Kyoto affinchè venga concluso un accordo vincolante in vigore già dal primo gennaio 2013. Mentre per il  WWF, Doha deve segnare un cambiamento di passo da parte dei Governi, dimostrare che la politica è effettivamente capace di coerenza e azione. “A Doha vanno definiti gli obiettivi globali su cui poggerà il nuovo accordo da raggiungere, come deciso lo scorso anno, entro il 2015 – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima e Energia del WWF Italia, che sarà a Doha per tutto il periodo dei negoziati – L’obiettivo generale è quello di rimanere ben al di sotto di 2°/C di aumento medio della temperatura globale. A tale scopo, occorre che il picco ultimo delle emissioni sia raggiunto entro la metà di questo decennio. Poi le emissioni a livello globale devono cominciare a decrescere rapidamente (oggi sono ancora in aumento). Inoltre, per la metà del secolo occorre arrivare alla completa de carbonizzazione. Queste devono essere le fondamenta su cui costruire il nuovo accordo globale”.
 
www.cop18.qa
 
Fonte: Ansa, Greenpeace, WWF, grenreport.it
 
 
<p>Oltre a informazioni su<strong> COP 18 </strong>su Effetto Terra, puoi trovare informazioni su conferenza sul clima, conferenza sui mutamenti climatici, conferenza sul clima doha, conferenza sui mutamenti climatici doha, ambiente. Puoi iscriverti a <a href="/archivio-newsletter">newsletter</a>, <a href="/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche.</p>"

Pubblicato in


Mercato

Il mercato di EffettoTerra

Turismo Responsabile

SOSTIENI L'AMBIENTE

Sostieni Effetto Terra: dona il 5x1000 a Eta Beta

Incontri formativi scuole

Eta Beta propone incontri per imparare come cambiare i comportamenti di consumo e come migliorare ogni giorno l’ambiente in modo efficace, con piccoli gesti.

EffettoTerra Newsletter

Iscriviti alla newsletter del portale

Archivio Newsletter