Sofia 2018. Lo stato della pesca e dell’acquacoltura mondiale

Sofia 2018. Lo stato della pesca e dell’acquacoltura mondiale

Inquinamento da rifiuti e microplastiche, riscaldamento globale e cambiamenti climatici e sovrasfruttamento sono le principali sfide che attendono il settore della pesca mondiale illustrato dalla Fao nel rapporto Sofia 2018 “The State of World Fisheries and Aquaculture” pubblicato recentemente.

Come nelle passate edizioni, la pubblicazione inizia con un’analisi globale delle tendenze della produzione di pesca e acquacoltura, delle scorte, della lavorazione e dell’uso, del commercio e dei consumi, basata sulle ultime statistiche ufficiali, insieme a una revisione dello stato delle flotte pescherecce mondiali e impegno umano e governance nel settore. L’edizione 2018 sottolinea il ruolo del settore pesca nel raggiungimento dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e gli obiettivi di sviluppo sostenibile e la misurazione dei progressi verso tali obiettivi. Stando all’obiettivo della Fao, ovvero un mondo senza fame e malnutrizione, il settore della pesca è fondamentale e il suo contributo è importante per la crescita economica e alla lotta contro la povertà che per sfortuna è nettamente in crescita. La Fao stima una crescita della produzione combinata di pesca di cattura e acquacoltura fino a 201 milioni di tonnellate, si tratterebbe di un aumento del 18% rispetto all’attuale livello di produzione di 171 milioni di tonnellate.
Secondo il report Sofia, solo nel 2016 sono stati catturati 90,9 milioni di tonnellate di pesce in natura, evidenziando un leggero calo rispetto agli anni precedenti di circa 2 milioni di tonnellate, principalmente a causa delle periodiche fluttuazioni dell’Anchoveta peruviana associate a El Niño.
Principali motivi di preoccupazione di tutto il settore sono i cambiamenti climatici e l’inquinamento. La ricerca condotta dalla Fao, suggerisce che i cambiamenti climatici potrebbero far sì che i livelli globari di cattura siano soggetti a variazioni inferiori al 10% ma sono previsti cambiamenti rispetto a dove i pesci sono catturati. È dunque, probabile che le catture diminuiscano in molte regioni tropicali dipendenti dalla pesca e aumentino in zone temperate del nord. Secondo il report, i cambiamenti nella distribuzione delle attività di pesca avranno importanti implicazioni operative, manageriali e giurisdizionali. Saranno necessarie ricerche per sviluppare strategie che consentano sia alla pesca che alle specie che sfruttano di adattarsi senza problemi ai cambiamenti climatici.

A.I.

Info
http://www.fao.org/3/CA0191EN/CA0191EN.pdf

www.fao.org

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