Stiamo attenti, il mondo sta cambiando

Un monito sui cambiamenti climatici, in particolare sulle emissioni nocive, viene lanciato dall'Intergovernmental Panel on Climate  Change  , agenzia delle Nazioni Unite, in un rapporto che verrà presentato ufficialmente ad aprile a Bruxelles, che ci mette in guardia sulle conseguenze che provocheranno i gas nocivi nei prossimi decenni, se non si cercherà di ridurne le emissioni...

Argomento già trattato la settimana   scorsa dall'Unione Europea, che ha stabilito la riduzione concreta di questi gas entro il 2020.
"I danni potrebbero essere contenuti, anche se non del tutto evitati", dice il documento, "solo se entro una generazione il mondo intero riuscirà a ridurre le emissioni nocive stabilizzando la quantità di gas serra presente nell'atmosfera".
Nei prossimi vent'anni centinaia di milioni di persone rimarranno senz'acqua, e si diffonderanno epidemie come la malaria anche in zone non tropicali; nel 2050 l'Europa potrebbe perdere tutti i suoi ghiacciai, mentre il livello dei mari sempre più alto, porterà vaste aree a rischio inondazione; diverse specie animali si estingueranno, e nel 2100 metà della vegetazione mondiale non esisterà più!
Anche la Fao, nel rapporto biennale presentato alla diciottesima sessione della Commissione Foreste a Roma, sottolinea i rischi della deforestazione
Quotidianamente, nel nostro pianeta, scompaiono 20 mila ettari di foreste, pari a 7,3 milioni di ettari l'anno; l'Africa e l'America Latina sono le aree maggiormente colpite dal diboscamento, dove il continente africano, in cui è concentrato il 16% della superficie forestale mondiale, perde, tra il 1990 e il 2005,  il 9% delle sue foreste, mentre in America Latina, che ha al suo interno più del 47% delle foreste del mondo, tra il 2000 e il 2005 c'è stata una perdita annuale che è passata dallo 0,46 allo 0,51%.
In controtendenza Europa, Nord America e Asia, paesi in cui, nello stesso periodo è aumentata la superficie forestale; in Asia orientale, soprattutto grazie ai grandi investimenti sulla riforestazione della Cina, è stato bilanciato l'alto tasso di deforestazione di altre aree.
Un altro tema affrontato dalla Fao è quello della desertificazione; entro il 2020, dice il documento, circa 135 milioni di persone rischiano di dover lasciare la propria terra a causa della perdita di 13 milioni di ettari l'anno di superficie coltivabile. Anche in questo caso l'Africa è il paese più colpito,nell' area Sub Sahariana c'è il più alto tasso di desertificazione al mondo, mentre a livello mondiale, negli ultimi 15 anni ci ha abbandonato il 3% della superficie boschiva, e il 70% del totale degli ettari usati per le coltivazioni,  sono rovinati e a rischio desertificazione.


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