Taste the Waste, un documentario sulla distruzione globale del cibo

Taste the Waste (letteralmente, Assaggia i Rifiuti) è il titolo di un film documento del 2010 prodotto dalla Schnittstelle Film und Video GmbH con sede a Colonia in Germania. Il regista Valentin Thurn attraverso questa sua opera riflette in modo approfondito sui motivi dello spreco e della distruzione di cibo nel mondo e, al contempo, tenta di analizzare le possibili soluzioni al fenomeno.

Perché sprechiamo così tanto e in che modo è possibile rimediare a una tendenza talmente consolidata da apparire irreversibile?  Tali  sono i quesiti  che il  regista e sceneggiatore  propone nel suo documentario, perché, incredibile ma vero, più della metà dei prodotti agricoli, per esempio, viene perduta nel percorso che va dal produttore al consumatore.
Valentin Thurn indaga sui motivi per i quali così grandi quantità di cibo perfettamente consumabile vengano letteralmente gettate ai rifiuti. E, nel corso delle sue ricerche, chiede risposte a manager e ispettori di supermercati, a fornai, a fattori e contadini, a ministri e burocrati che si occupano di welfare in Europa. In effetti, il fenomeno è una delle particolarità del sistema di cui tutti facciamo parte: anche noi consumatori che pretendiamo di trovare sui banconi dei supermercati e dei mercati rionali, sempre e comunque, in ogni momento della giornata e ad ogni stagione, prodotti alimentari freschi. E i rivenditori, per poter commerciare con profitto i prodotti in vendita, devono evidentemente adeguarsi alla richiesta dei clienti scartando frutta e verdura ad ogni piccolo difetto oppure eliminando cibo confezionato in prossimità di scadenza.
Il settore agricolo è responsabile per più di un terzo della produzione di gas che contribuiscono all'effetto serra, per via dei fertilizzanti e dell'energia necessaria alle coltivazioni. Oltretutto, il materiale organico riversato in aree di rifiuti produce metano che si disperde nell'atmosfera (ricordiamo che il metano è un gas con effetti inquinanti 25 volte più potenti del biossido di carbonio); così quando metà degli alimenti prodotti dall'uomo sono destinati già da subito ad essere rifiuto, immondizia, il momento immediatamente successivo alla produzione o alla coltivazione ingenera un impatto disastroso sulla situazione climatica mondiale. Come se non bastasse, a tutto ciò si aggiunge, come effetto, il più drammatico, della consuetudine allo spreco, il fatto non episodico e mai risolto, descritto istituzionalmente in modo vago, della fame nel mondo.
A quelli di noi che abitano i territori più fortunati del pianeta, sembra impossibile che il nostro approccio, spesso inconsapevole, alla nutrizione possa incidere negativamente sul benessere di popolazioni distanti migliaia di chilometri. Ma il problema è reale ed ha la sua spiegazione più importante nelle politiche dei prezzi che vengono altamente condizionate dalle abitudini alimentari dell'occidente. Un esempio ci viene dato  dal prezzo del frumento, recentemente in improvviso aumento dovuto a due fattori evidenti e paradossalmente concomitanti: acquisto superiore alle necessità e spreco dell'eccedenza. Ebbene, ci ricorda il regista, se noi qui sprecassimo meno e di conseguenza acquistassimo meno, i prezzi si abbasserebbero e allo stesso tempo rimarrebbe più cibo per chi ne ha effettivo ed essenziale bisogno.
E Thurn ci propone altre soluzioni, risultato di buone pratiche collegate ad azioni quotidiane alla portata di noi tutti.
A questo proposito, in un percorso filmico che denuncia chiaramente l'entità di un fenomeno di portata mondiale come è quello dello spreco degli alimenti, Valentin Thurn e il suo staff individuano attraverso una serie di interviste abitudini propositive che hanno da essere prese ad esempio. Così come dimostra Hanna Poddig, operatrice ecologica che dai rifiuti dei supermercati recupera alimenti consumabili; oppure Thomas Pocher, direttore di un supermercato francese che consiglia ai clienti l'acquisto di cibo a impatto zero sull'ecosistema; e via via, come propongono antropologi, volontari, agricoltori, insegnanti, eco-attivisti, benefattori che mettono a disposizione le proprie esperienze improntate al buon senso e all'impegno quotidiano affinchè venga recuperato l'equilibrio climatico e sociale del nostro pianeta.

Fonte: http://tastethewaste.com

 Trailer ed estratti, in lingua originale


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