Torino capitale italiana dello smog

L'anno "fortunato" per la città di Torino sembra non voler  proprio finire: dopo Olimpiadi e Universiadi, ecco un altro traguardo raggiunto, "la maglia nera dello smog", davanti a Verona e Milano.

Dichiarazione conclusiva del convegno "cambiare motori, ma soprattutto abitudini", svoltosi a Torino il 9 Febbraio.

L'anno "fortunato" per la città di Torino sembra non voler  proprio finire: dopo Olimpiadi e Universiadi, ecco un altro traguardo raggiunto, "la maglia nera dello smog", davanti a Verona e Milano.
L'allarme viene lanciato dal movimento ambientalista e dalla Fiom, e dai dati riportati, si evince che le polveri sottili stanno di casa nel capoluogo piemontese e non hanno nessuna intenzione di lasciarci, anzi, dal 2004 al 2006 l'affluenza sui mezzi pubblici e diminuita di circa 40000 unità, mentre le auto private sono aumentate da 1 milione 731 mila a 1 milione 959 mila. Dati ancora più sconfortanti  se, oltre al traffico autoveicolare e ai mezzi di trasporto in genere, aggiungiamo l'inquinamento prodotto dagli impianti industriali, e i danni che l'aria alterata può provocare all'uomo: aritmie cardiache, infarti, problemi cardiovascolari o casi di morte cardiaca improvvisa oltre a, catarro, crisi asmatiche (per chi è predisposto), diminuzione delle capacità polmonari, disturbi ischemici e circolatori.
Dell'aumento di inquinamento, e delle possibili contro misure da adottare, si parlerà al convegno organizzato da Legambiente, Comitato di largo respiro e Fiom dal titolo "cambiare motori, ma soprattutto abitudini", che si terrà venerdì 9 febbraio presso il Centro Congressi della Regione Piemonte in C.so Stati Uniti 23 a Torino dalle 9.45 alle 18.30.

Riportiamo la Dichiarazione conclusiva del convegno di Torino del 9 febbraio 2007.


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