Torino – La montagna fa scuola

La facoltà di Agraria dell'Università degli Studi di Torino darà il via, il prossimo 23 luglio, alla prima “Scuola internazionale di alta formazione per la montagna”, un corso per imparare a gestire (e rispettare) le ricchezze presenti in quota, sia nel panorama alpino che internazionale.

Provengono un po' da tutto il mondo le 160 domande d'iscrizione per ora raccolte dalla “Scuola internazionale di alta formazione per la montagna”, anche se i posti disponibili sono solo 30, di cui 5 riservati ai cittadini dell'Unione Europea. L'Asia, con 24 domande dal Nepal, 19 dall'India e 10 dal Pakistan, può dirsi a ragione il continente più interessato, ma anche l'Africa (Camerun su tutti) e l'America Latina (Argentina, Perù e Bolivia) nutrono grandi aspettative dal corso di formazione post-laurea dedicato alla “Gestione e sviluppo sostenibile degli ecosistemi montani marginali o svantaggiati”.
Il progetto si articola in tre anni e rientra tra le iniziative promosse nell'ambito del “Decennio 2005-2014 per l'Educazione per lo sviluppo sostenibile” dall'Unesco e dalla Fao/Mountain Partnership. Obiettivo: formare tecnici capaci di porre la montagna al centro della riflessione sullo sviluppo, sia per le sue qualità morfologiche, sia per la particolare antropologia, da sempre presente oltre una certa quota. Non solo salvaguardia della biodiversità, quindi, ma anche gestione idrica, delle foreste, dei suoli, delle possibili coltivazioni, delle comunità montane saranno alla base dei corsi erogati dal Dipartimento di Valorizzazione e Protezione delle Risorse Agroforestali (DIVAPRA) della facoltà di Agraria di Torino.
I partecipanti troveranno appoggio didattico nel “Laboratorio neve e suoli alpini” dell'Istituto “Angelo Mosso”, storico centro di ricerca inaugurato nel 1907 presso il Col d'Olen, sul Monte Rosa, a 2.901 metri d'altezza. Il corso, di natura residenziale, potrà inoltre avvalersi per il sostegno logistico dei rifugi Guglielmina e Vigevano, a poca distanza dall'Istituto. L'iscrizione costa 350 euro, a cui si aggiungono 2.500 euro di contributi per la docenza ed il soggiorno. Per gli allievi provenienti dai paesi in via di sviluppo sono previste delle borse di studio e, per 15 di loro, le spese saranno tutte a carico dell'organizzazione.

www.divapra.unito.it

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