Torino mette fuorilegge gli shoppers in plastica

Il Comune di Torino ha approvato definitivamente il regolamento che impone il divieto di commercializzazione delle buste di plastica, un iter legislativo che giunge alla fine del suo corso con la definitiva applicazione della norma che, tra l’altro, prevede delle sanzioni per i commercianti che non rispetteranno l’eco divieto.

Effetto Terra ha seguito passo per passo il percorso della norma comunale che pone Torino all’avanguardia rispetto agli altri comuni italiani, nel campo della progressiva eliminazione degli shoppers in plastica. La città subalpina ha anticipato la messa in atto della direttiva europea EN 13432 sugli imballaggi, che il governo ne aveva rimandando la sua applicazione al gennaio del 2011. Dal 5 luglio, è avvenuta la modica al Regolamento di polizia urbana, approvata con 27 voti favorevoli ed un solo astenuto, che  stabilisce lo stop alla commercializzazione dei “sacchetti che non corrispondano, preferibilmente, ai criteri fissati dalla normativa comunitaria e dalle norme tecniche approvate a livello comunitario”. Stop alla plastica non biodegradabile, quindi, fatta salva la possibilità, per gli operatori commerciali, di smaltire le eventuali scorte di sacchetti “fuori norma” acquistate prima dell’entrata in vigore del provvedimento.
Sulle scorte in magazzino, gli operatori commerciali potranno smaltirle solo se acquistate prima dell'entrata in vigore della modifica al regolamento, con documentazione alla mano in caso di controllo da parte dei vigili preposti alla verifica dell’applicazione della norma, che potranno sanzionare i trasgressori. "Non c'è nessuna intenzione di partire con le multe a raffica - sottolinea Roberto Tricarico, assessore all'Ambiente - da quando si è iniziato a discutere di buste bio molti supermercati si sono adeguati spontaneamente, così come diversi esercenti, ambulanti compresi.
In Italia la produzione dei cosiddetti shopper a canottiera consuma ogni anno 27 milioni di barili di petrolio, dai quali vengono ottenute 260 mila tonnellate di polietilene.

 
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Fonte: Repubblica, LaStampa, Comune di Torino

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