Torino – Per una nuova cultura dell'acqua

Dal 20 al 25 maggio sotto la Mole si è tenuto il “Water&Cultures in dialogue”, il Forum dei giovani sull’acqua, uno spazio per riaffermare l’importanza della risorsa idrica non solo come elemento naturale, ma anche come fonte a carattere culturale.

Inserito nel quadro dell’Anno Europeo sul Dialogo Interculturale, il Forum, promosso dall’Istituto Paralleli e dalla Fondazione Anna Lindh, ha rappresentato un’importante opportunità di scambio e mobilitazione su temi a carattere ambientale, con specifico riguardo ai paesi del bacino Euro-Mediterraneo.
I giovani selezionati dagli organizzatori sono stati 74, scelti in base al valore delle quasi 200 proposte di ricerca inviate in rappresentanza di 37 paesi, fra cui spiccavano le bandiere di molti stati mediorientali. Durante gli incontri, alcuni aperti al pubblico, i ragazzi sono stati suddivisi in tre gruppi di lavoro, “Acqua, patrimonio culturale e scambio intergenerazionale”, “Acqua, spiritualità ed emozioni”, “Acqua, sviluppo sostenibile e società civile”, ciascuno dei quali ha dato origine a una serie di interventi concreti nella città ospitante. Così, nel primo ambito, l'idea è stata di costruire una mappa creativa di Torino, in cui ha trovato posto una “Strada dell'acqua” (Water Route) redatta tramite report fotografici e documentari raccolti durante il soggiorno. Il secondo workshop (quello dedicato a spiritualità ed emozioni) ha allestito, invece, delle performances artistiche lungo tutte le giornate del Forum, seguite da momenti di discussione e che sono culminate in un grande spettacolo di chiusura lavori, in cui, tra coreografie e installazioni video, ogni partecipante è salito sul palco con un campione d'acqua del proprio paese e, come atto simbolico, lo ha versato in un unico grande recipiente. L'unione che fa la forza, si direbbe; ma anche, idealmente, la riscoperta di origini comune e, soprattutto, di un destino da condividere insieme.
Il terzo gruppo, infine, ha esplorato le implicazioni tra l'acqua e il riscaldamento globale, con particolare attenzione allo sviluppo di progetti sulla gestione delle acque piovane. Fra le proposte, tre sono quelle presentate ufficialmente alla Città di Torino, a cui è stato anche lasciato in dote uno studio di fattibilità sul risanamento delle acque del Po.
Approfondimento e spettacolo, momenti di festa e discussione: pensato per i più giovani, il “Water&Cultures in dialogue” ha chiamato tutti ad essere ambasciatori di una nuova cultura dell'acqua, perché – come insegna un proverbio Masai – “la terra su cui viviamo non è un lascito dei nostri padri, ma un prestito dei nostri figli”.

Per maggiori informazioni www.paralleli.org


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