UE. A gennaio 2014 arriva il pacchetto con nuove regole sulla qualità dell’aria

I morti da smog nei paesi UE superano di dieci volte quelli dovuti ad incidenti stradali. Il prossimo 18 gennaio arriveranno le proposte per nuove regole sulla qualità dell’aria, annuncia Janez Potocnik, Commissario europeo all’ambiente.
 
A rilanciare l’allarme sul numero dei morti causati dall’inquinamento dell’aria nei paesi UE, è il commissario europeo all’ambiente, Janez Potocnik, annunciando l’arrivo della proposta di nuove regole sulla qualità dell’aria, il prossimo 18 gennaio. Janez Potocnik, nel suo comunicato ha quantificato i danni provocati dall'inquinamento dell'aria intorno ad una cifra tra i 330 e i 940 miliardi l'anno. L'ultimo rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea), riferendosi per il periodo 2009-2011 mostra come il 96% degli europei che vive in città respira un livello troppo elevato di polveri ultrafini, le Pm 2,5 e il 98% di ozono. Primo indiziato delle emissioni killer è il traffico, poi industria, agricoltura ed abitazioni.
Il pacchetto comprende un nuovo programma europeo “aria pulita” che stabilisce chiari obiettivi fino al 2030, la revisione della direttiva sui tetti nazionali delle emissioni, la ratifica del protocollo di Göteborg sulle emissioni di inquinanti, più un’azione per ridurre le emissioni per gli impianti di combustione di medie dimensioni.
Potocnik, dice: “Con il nuovo pacchetto il numero delle morti premature dall’inquinamento dell’aria nel 2025 potrebbe essere dimezzato rispetto al 2005: questo significa circa 150.000 morti di meno ogni anno. Per la società e l’ambiente potrebbe significare un beneficio di almeno 45 miliardi di euro l’anno, ad un costo che è dieci volte inferiore, senza contare l’impatto sugli ecosistemi”.
Il pacchetto di riforma delle regole Ue ha sollevato perplessità e dubbi negli ambientalisti europei. “Avremmo sperato in un pacchetto più completo e ambizioso, mirato anche su settori chiave per l’inquinamento come agricoltura, spedizioni, trasporti su strada” spiega Alan Andrews, avvocato di Client Earth, che fa parte dello European Environmental Bureau, che riunisce 140 organizzazioni ambientaliste in Europa.
Secondo Andrews inoltre gli obiettivi del protocollo di Göteborg da ratificare sono troppo deboli, inadeguati per la protezione dell’ambiente e della salute”. Fatta la direttiva poi, il problema sarà la sua effettiva applicazione. La classica procedura di infrazione nei confronti degli Stati membri da parte di Bruxelles, ricorda Andrews, “richiede molto tempo” e “nel 2013, anno europeo dell’aria, quella con i 17 Paesi risultati fuorilegge sui limiti delle Pm10 del 2005, fra cui l’Italia, non è andata avanti".
Di conseguenza - continua Andrews - vorremmo vedere un meccanismo di allerta per gli Stati membri che saranno indietro rispetto agli obiettivi del 2020 e 2025. I limiti delle concentrazioni degli inquinanti non fanno parte del pacchetto, nonostante siano al di sopra delle linee guida dell’Oms e dei valori di studi recenti. Questo è il motivo per cui chiediamo alla Commissione di impegnarsi a rendere più stringenti gli standard attuali al più presto possibile, dopo l’adozione di questa revisione sui tetti nazionali delle emissioni”.
 
Fonte: Repubblica
 
 

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