Il nuovo accordo appena siglato nella capitale belga sta suscitando una serie di reazioni a catena, non sempre unanimi. Se da una parte la politica sembra plaudire all’intesa trovata, anche se non in maniera totale, esponenti e associazioni ambientaliste o attente alle tematiche ambientali lo reputano un accordo perlomeno annacquato, ma in ogni caso non di portata storica.
La presidenza francese di turno è riuscita ad incassare i si di tutti i paesi, anche di quelli più riottosi come Italia, Germania, Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca e mantenere gli obbiettivi del 20% di energia prodotta da fonti rinnovabili, 20% in meno di emissioni di CO2 e 20% di miglioramento dell’efficienza energetica entro il 2020, che con la prossima presidenza ceca sarebbe stato più difficile ottenere, in quanto considerati un lusso per i politici mitteleuropei. Il nuovo pacchetto prevede per il solo settore termoelettrico il sistema delle aste a pagamento per l’acquisto delle quote di emissione, mentre per quanto riguarda gli impianti di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica, l’impegno dell’Europa e quello di distribuire equamente a livello geografico i progetti che verranno finanziati con risorse comunitarie. Per i paesi dell’Est sono previsti aiuti per modernizzare gli impianti a carbone. Le deroghe per Italia e Germania riguardano i settori industriali manifatturieri specifici delle due nazioni, esentati dall’obbligo di pagare i permessi di emissione, (in pratica bisognerà pagare l’anidride carbonica che si produce, con la speranza di incrementare l’uso di energie rinnovabili) che vedranno la luce nel 2013 con la creazione della Borsa europea delle emissioni. L’esenzione riguarda una quota gratuita per i settori manifatturieri pari all’80% nel 2013, per arrivare al 30% nel 2020 e a pieno regime di pagamento nel 2027, la completa gratuità per l’Italia è prevista nei comparti della carta, ceramica, vetro e tondini di ferro. Infine la novità più rilevante risiede nella revisione dei meccanismi del sistema di emission trading (le quote di emissioni di anidride carboniche fissate per ciascun paese). In questo caso gli obblighi europei dovranno inserirsi nel quadro dei futuri impegni internazionali assunti dalle altre realtà ecnomiche (Usa, Cina e India in primo luogo). Proprio in questa settimana l’Europarlamento sarà chiamato a ratificare o meno l’accordo, per poi lavorare da giugno alla bozza del patto per la XV Conferenza Mondiale sul Clima, che si terrà a Copenaghen, nel tentativo di trovare una posizione unitaria e di battistrada per il negoziato del dopo Kyoto.
Se la politica da un lato ha accolto con favore l’accordo in quanto “l'integrita' ambientale del pacchetto rimane intatta – secondo il commissario all'Ambiente europeo Stavros Dimas - essendo raggiunti in pieno gli obbiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra di un quinto entro il 2020”, d’altra parte si aprono alcune problematiche. Sempre per Dimas “compromessi sul pacchetto clima ed energia dell'Unione europea lascerebbero il blocco dei 27 Paesi con 10 miliardi di euro (13,27 miliardi di dollari) in meno all'anno per ''buone cause'', cioe' a favore della causa della lotta ai cambiamenti climatici”. Proprio mentre da Poznan arrivano forti segnali di una svolta a 180 gradi nella politica USA, con la nuova amministrazione Obama. Dalla Polonia John Kerry, prossimo presidente della commissione Affari esteri del Senato USA ha precisato che “Gli Stati Uniti si assumeranno le proprie responsabilità e sono favorevoli alla conclusione di un accordo a Copenaghen per nuove riduzioni cifrate e vincolanti”. Rispetto all’intesa raggiunta in sede europea, sono fortemente critiche le posizioni del WWF, come del resto delle altre associazioni presenti a Bruxelles (Greenpeace, Oxfam, Friends of the Earth, Climate Action Network). Secondo le quali l’Europa ha deciso di compensare circa due terzi delle proprie emissioni di gas serra, facendo pagare ai consumatori i permessi che in realtà le industrie otterrebbero gratuitamente e non concedendo supporto ai Paesi poveri nella lotta al cambiamento climatico.
Fonte: Ansa, Il Sole 24 Ore, Repubblica, WWF
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