Ue: l' eco reato diventa reato penale

E' stato approvato il 21 maggio dal consiglio europeo il pacchetto di norme che trasforma il compimento di danni causati all'ambiente reato penale, fissando così una cornice nel quale gli stati membri si devono muovere, fermo restando la punibilità del reato.


Le "gravi violazioni" delle norme europee sulla tutela ambientale saranno punibili con sanzioni penali. Potranno essere colpite persone fisiche e giuridiche e stara' agli Stati Ue definirle. E' quanto prevede il rapporto che gli eurodeputati hanno approvato, i ventisette stati avranno due anni di tempo per mettersi in regola. In questo modo non esisteranno più" "porti sicuri" per gli inquinatori, in Europa. L'approvazione del pacchetto segna un passaggio " quasi storico" considerando gli anni trascorsi in un "ping pong" fra Consiglio e Parlamento e ai quali ha posto fine una sentenza della Corte di giustizia Ue. Nel 2005, infatti, la Corte ha stabilito la competenza europea ad adottare misure nell'ambito del diritto penale per garantire la tutela ambientale. Nel 2007 la Corte ha pero' stabilito che sta agli Stati e non all'Ue fissare le modalita' delle sanzioni. Per questo la direttiva approvata oggi fornisce ai paesi Ue una cornice all'interno della quale ogni stato europeo dovra' fissare le sanzioni penali, che dovranno essere "effettive, proporzionate e dissuasive". Nella formula approvata e' saltata la proposta originaria della Commissione Ue di stabilire gia' nel testo dei paletti per le sanzioni contro chi inquina intenzionalmente o per grave negligenza e che prevedevano, per le persone fisiche, fino a dieci anni di carcere e l'eventuale obbligo di pagare i danni e per le persone giuridiche una multa fino a 1 milione e mezzo di euro. La norma Ue punta l'indice contro varie forme di inquinamento grave, provocate da impianti che gestiscono sostanze pericolose, dalla gestione dei rifiuti e delle scorie nucleari, ma colpisce anche il possesso, la cattura, l'uccisione o la distruzione di specie protette di animali e piante e qualsiasi azione che provochi il significativo deterioramento di un habitat all'interno di un sito protetto. Per quanto riguarda i rifiuti, sono sanzionabili penalmente la raccolta, il trasporto, il recupero e l'eliminazione, comprese la vigilanza dei siti di smaltimento che provochino o possano provocare il decesso o lesioni gravi alle persone o danni rilevanti alla qualita' dell'aria, del suolo, delle acque alla fauna e alla flora. Sono altrettanto sanzionabili la produzione, l'importazione, l'esportazione e l'immissione sul mercato o l'uso di sostanze che riducono lo strato di ozono. L'Italia nel 2003, governo Berlusconi, aveva depenalizzato il reato ambientale.

Fonte: Ansa


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