Un recente studio di Glenn Hurowitz, docente americano di economia, sta facendo il giro del mondo in questi giorni. La crisi economica devastante che il mondo sta attraversando ha il suo epicentro negli Stati Uniti dove si iniziano a paventare soluzioni a medio periodo, le rinnovabili ne faranno parte?
La crisi economica che il mondo sta attraversando è seria, su questo concordano tutti paragonandola a quella del 1929, piuttosto che accostandola a fenomeni di entità simile nella devastazione che essa può produrre. Le cause sono molteplici, ma è chiaro che è l'investimento finanziario degli stati e dell'economia ad essere messo in discussione. Su questo, Glenn Hurowitz, docente americano di economia, membro di Greepeace, ha presentato nei giorni scorsi uno studio, identificando nelle energie rinnovabili la chiave di soluzione.
Secondo i dati presentati dall'esperto, tra il 2001 e oggi la borsa americana è cresciuta del 2%, mentre le azioni delle aziende legate all'eco-business, nello stesso periodo, hanno registrato tassi di crescita del 339% per quel che riguarda le tecnologie eoliche e addirittura del 579% per quelle solari. Hurowitz sottolinea quanto, alla luce dei dati, sia senza ombra di dubbio più remunerativo percorrere questa strada anziché tentare di risanare il settore finanziario.
Infatti, se l'establishment americano, e a ruota quello mondiale, ha riversato ingenti somme per salvare gli istituti di credito, sia Hurowitz, che il Center for American Progress, hanno affermato, attraverso due ricerche, che un investimento di 100 miliardi di dollari, ( un settimo di quanto necessità l'economia americana) nel campo delle rinnovabili genererebbe più di 2 milioni di nuovi posti di lavoro, con conseguenze positive immediate sul comparto manifatturiero e delle costruzioni. Nello studio si sostiene che la stessa cifra, nei tradizionali settori finanziari, darebbe invece lavoro solamente alla metà delle persone (quindi ad un milione circa). Se poi l'investimento ecosostenibile fosse pari all'intera cifra (quindi oltre 700 miliardi di dollari) stanziata a favore del sistema finanziario, si potrebbe risolvere definitivamente il problema della disoccupazione.
Secondo i dati presentati dall'esperto, tra il 2001 e oggi la borsa americana è cresciuta del 2%, mentre le azioni delle aziende legate all'eco-business, nello stesso periodo, hanno registrato tassi di crescita del 339% per quel che riguarda le tecnologie eoliche e addirittura del 579% per quelle solari. Hurowitz sottolinea quanto, alla luce dei dati, sia senza ombra di dubbio più remunerativo percorrere questa strada anziché tentare di risanare il settore finanziario.
Infatti, se l'establishment americano, e a ruota quello mondiale, ha riversato ingenti somme per salvare gli istituti di credito, sia Hurowitz, che il Center for American Progress, hanno affermato, attraverso due ricerche, che un investimento di 100 miliardi di dollari, ( un settimo di quanto necessità l'economia americana) nel campo delle rinnovabili genererebbe più di 2 milioni di nuovi posti di lavoro, con conseguenze positive immediate sul comparto manifatturiero e delle costruzioni. Nello studio si sostiene che la stessa cifra, nei tradizionali settori finanziari, darebbe invece lavoro solamente alla metà delle persone (quindi ad un milione circa). Se poi l'investimento ecosostenibile fosse pari all'intera cifra (quindi oltre 700 miliardi di dollari) stanziata a favore del sistema finanziario, si potrebbe risolvere definitivamente il problema della disoccupazione.
Non siamo di fronte ad un azione di "finanza creativa" ma ad un dato di fatto supportato dai numeri, dove tra l'altro, è chiaro che per uscire dalla crisi globale, sia necessario per gli stati percorrere altri sentieri finanziari, rispetto a quelli fin qui percorsi.
Green Recovery- Center for American Progress [FILE PDF 5.34 MB]
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