Vivere slow: anche in mezzo al traffico

Torino abbassa i limiti di velocità in uno dei suoi quartieri più popolosi:30 allora per le auto e precedenza assoluta a bici e veicoli elettrici, senza più bisogno di semafori e strisce pedonali.

"Torino always on the move" è lo slogan che caratterizza la ex metropoli delle olimpiadi invernali. E' sempre in movimento ma oggi inizia ad andare a bassa velocità, slow come si dice, nel rispetto di tutto l'ambiente circostante.
E' un progetto del comune di Torino, che inverte la tendenza che ha sempre fatto riconoscere la città sabauda come la capitale dell'auto. Oggi, non solo perché la Fiat è notevolmente ridimensionata rispetto ad un tempo, ma bisogna aggiungere un "ex" alla definizione. Le auto non sono più il mezzo di trasporto prioritario in città, nasce il primo quartiere non a traffico limitato, ma ad andamento lento. E' il quartiere di Santa Rita, centoquattromila residenti, a ridosso del centro cittadino a sperimentare dalla fine di agosto, questa rivoluzione concettuale della mobilità.
Gli operai del Comune cominceranno a piazzare cartelli con sopra scritto "zona traffic calming, lavori in corso", a eliminare tutti i semafori, riasfaltare le vie con bitume fonoassorbente per ridurre l'inquinamento sonoro, creare chicane e aiuole capaci di rendere la vita impossibile a chi ama pigiare sull'acceleratore, ma migliorare le giornate di bambini e anziani che vogliono riscoprire il proprio quartiere in edizione slow. Trenta all'ora il limite di velocità massimo per le automobili, che devono dare precedenza assoluta ai pedoni, alle biciclette e ai veicoli elettrici, a priori senza giudicarne la provenienza, perché la regola che vale in tutto il quartiere è che qualunque passante ha la precedenza rispetto all'auto, e senza il bisogno di attraversare sulle strisce pedonali, che non saranno più tracciate. Questo è soltanto un primo passo - annuncia l'assessore alla Viabilità Maria Grazia Sestero - ma dopo una fase sperimentale pensiamo di moltiplicare questi quartieri in tutta la città: abbiamo cominciato dalla zona di Santa Rita perché quel quartiere ha fortemente voluto fare da apripista. Ma nulla ci vieterà di trasformare presto anche il centro storico in zona a traffico calmierato". A Chambery in Francia il progetto è addirittura realtà dalla fine degli anni '70, con degli ottimi risultati.
Sarà anche un villaggio motorizzato a misura di bambino come si può trovare soltanto nei fumetti, grazie alla progettazione del Politecnico.
Verranno coinvolte le scuole e gli abitanti del quartiere passo per passo nella realizzazione dello "slow traffic", che secondo le previsioni abbatterà gli incidenti del 60 per cento, e lo smog del 40.
Tutte le scuole del quartiere sono già state coinvolte comunque nel progetto e da settembre gli operai del Comune potranno usufruire di un aiuto d'eccezione: scolari e maestre armati di pennelli e attrezzi, per costruire un pezzo di città a misura di bambino.

Fonte: La Stampa

collegamenti: Riccardo Petrini, "Vivere Slow" (da la Stampa web)

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