WEC e ONU sul futuro del nucleare

Nello sconfinato mondo delle sigle e degli acronimi contemporanei, che identificano Istituzioni, Enti, Fondi, con sempre maggiore influenza decisionale sulle scelte politiche, arriva dall’ONU un monito e un’analisi sul poco futuro per il nucleare.

La stretta attualità sul futuro energetico del pianeta, ha visto ultimamente Roma al centro dell’attenzione, dove 3.500 delegati provenienti da tutto il globo hanno dato vita al ventesimo World Energy Council, convenendo su un futuro fatto di petrolio, gas e nucleare.

Un prossimo domani quindi, in cui la lotta ai mutamenti climatici, la sostenibilità e la difesa dell’ambiente, passano in secondo piano rispetto alla logica del benessere e del consumo, come dettano le leggi del mercato o di uno sfruttamento poco lungimirante delle risorse. Nonostante le assicurazioni e le discussioni ancora aperte sul "nuovo nucleare" pulito e di quarta generazione, paure e dubbi rimangono, il recente passato non è ancora divenuto remoto. Tema che riceve una decisa sferzata o quantomeno critica, se si analizza attentamente Il Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (UNDP) che ha appena pubblicato il proprio rapporto sullo sviluppo umano 2007-2008.

Un rapporto che una volta di più sottolinea la gravità dei fenomeni di cambiamento del clima, indicando quali pratiche, strategie e politiche singole ed unitarie vadano attuate per limitarlo, privilegiando il ruolo del risparmio energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili. Prospettando per l'energia nucleare un avvenire "improbabile e senza ruolo prominente, con il rischio che la sua quota di mercato si restringa". Oggi l'energia nucleare copre circa il 17% del fabbisogno mondiale e nel 2006 è stato costruito un unico nuovo reattore (in Giappone), a fronte dello smantellamento di sei impianti. Cifre reali, non numeri ipotetici o proiezioni, che evidenziano come per mantenere il contributo del nucleare in questa percentuale sarebbero necessari otto nuovi reattori all’anno sino al 2017. Sempre secondo l’ONU sul nucleare pesano ''questioni difficili per i decisori politici'', in particolare riguardo sicurezza, ripercussioni ambientali e proliferazione delle armi nucleari. Emergenza clima ed energitica cui può rispondere invece che l’atomo madre terra con: sole, vento e maree e l’uomo attraverso la cattura e lo stoccaggio delle emissioni di Co2 nelle centrali a carbone. Sistemi che uniti alla ricerca dell’efficienza energetica presentano il doppio vantaggio della riduzione delle emissioni e dei costi dell'energia.

Fonte: ANSA, Effetto Terra, Blogsfere


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