WWF: Living planet report 2012

L'edizione 2012 del Living planet Report del Wwf, documenta i cambiamenti avvenuti nella biodiversità e negli ecosistemi dovuti a pressione antropica, consumo di risorse e impronta ecologica. Ebbene il quadro che ne emerge non è molto promettente. L'umanità sta saccheggiando le risorse naturali a un ritmo mai visto prima, che mette a dura prova la sopravvivenza di specie animali e vegetali
 
L'indagine biennale realizzata dal Wwf in collaborazione con la Zoological Society di Londra,il Global Footprint Network e l’Agenzia Spaziale Europea (ESA) è eloquente sul rischio che il nostro pianeta sta correndo, basta guardare le cifre che la compongono. Meno  30% di biodiversità in circa 40 anni, fino a -60% nei Tropici. In 1 anno consumiamo nel mondo le risorse di 1 pianeta e mezzo; in Italia di 2,5 pianeti ogni anno, nell'edizione del 2010 eravano a 2 pianeti.
L’Indice del Pianeta Vivente che misura lo stato di salute della biodiversità della Terra in questo rapporto ha anlizzato 9.000 popolazioni di specie di Vertebrati (mammiferi, uccelli, rettili, anfibi e pesci di oltre 2.600 specie ed ha indicato una riduzione globale del 30%, dal 1970 ad oggi. Cinque sono le mosse per salvare il Pianeta indicate dal WWF, nel rapporto ‘Living Planet’, che vanno dalla protezione del capitale naturale all’orientamento dei flussi finanziari fino alla gestione equa delle risorse.
 
Secondo Gianfranco Bologna, Direttore Scientifico del WWF Italia: “Viviamo come se avessimo un pianeta in più a nostra disposizione. Stiamo utilizzando il 50 per cento di più delle risorse che la Terra può produrre  e  se non cambieremo rotta il numero crescerà rapidamente - entro il 2030 anche due pianeti non saranno sufficienti. Nel 1970 sottraevamo annualmente materie prime dalla Terra per circa 30 miliardi di tonnellate, oggi siamo a quasi 70 miliardi. Come hanno indicato i maggiori scienziati internazionali che si occupano di scienze del sistema Terra, ci troviamo in un nuovo periodo geologico (un battito di ciglio rispetto ai 4.5 miliardi di anni di vita del nostro Pianeta) definito Antropocene perché l’intervento umano produce effetti equivalenti alle grandi forze della natura che hanno modellato il Pianeta stesso quando però non era abitato da più di 7 miliardi di esseri umani”.
 
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Fonte: WWF
 
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