Riscaldamento globale: l’estinzione di massa

La scoperta del fenomeno del riscaldamento globale risale alla fine del Diciannovesimo secolo quando Svante Arrhenius, chimico e fisico svedese che ha ricevuto il premio Nobel per la chimica nel 1903, illustrò per la prima volta la teoria secondo la quale l’anidride carbonica avrebbe un’incidenza sul clima.

La diretta conseguenza del riscaldamento globale sono appunto i cambiamenti climatici che stanno letteralmente modificando il nostro Pianeta mettendo a rischio gran parte della biodiversità. Cambiamenti climatici, aumento della temperatura, scioglimento dei ghiacci e anche interventi ad opera dell’uomo stanno mettendo a repentaglio moltissime specie animali, che sono costrette a vivere in habitat sempre più ridotti e ostili. Molti degli animali in via di estinzione hanno perso “la propria casa” a causa di deforestazione incendi, urbanizzazione e inquinamento. Alcune delle principali cause della perdita di biodiversità.
Secondo degli studi condotti dalla Intergovernmental Panel on Climate Change, un terzo degli animali presenti sul nostro pianeta potrebbe estinguersi. Con il termine estinzione si intende la scomparsa di una determinata specie di organismo vivente. Tra gli animali maggiormente a rischio rientrano:
•    Foca monaca, la popolazione attualmente non supera i 500 individui ed è considerato uno dei mammiferi più rari al mondo. Il massiccio sviluppo turistico delle coste, il surriscaldamento delle acque in cui vive e l’inquinamento hanno notevolmente inciso a ridurne l’habitat.
•    Ape, animali indispensabili per il processo di impollinazione, sono a rischio a causa della sempre più massiccia urbanizzazione del pianeta, dall’impiego di insetticidi altamente tossici e dal riscaldamento globale.
•    Gorilla di montagna, oltre ad essere una preda ambita da parte dei cacciatori di frodo, questo primate vede anni scomparire la foresta in cui abita (Uganda e Repubblica Democratica del Congo), sacrificata all’industria del legname e allo sfruttamento delle risorse del sottosuolo. L’allarme estinzione è stato lanciato nel 2013 dal presidente del Parco Nazionale del Virunga, chiedendo all’Europa di salvare i gorilla africani rimasti che attualmente sono meno di 1000 esemplari.
•    Koala, insieme al canguro e il simbolo dell’Australia, con una maggiore presenza di CO2 nell’atmosfera gran parte dei nutrienti delle foglie di eucalipto, ingrediente principale della dieta del marsupiale, viene meno.
•    Panda gigante, vive nelle foreste di bambù della regione del Sichuan, nella Cina occidentale. Attualmente in natura sono presenti circa 1600 esemplari. Il panda gigante oggi è minacciato dall’impoverimento del proprio habitat dovuto alla deforestazione che fa scomparire l’alimento base della sua dieta: il bambù. In tal modo diventa sempre più difficile per questo animale trovare i germogli di bambù necessari al suo sostentamento, incidendo, la mancanza di cibo, sui tassi di natalità di questi animali. Inoltre, la scarsità di cibo spinge i panda a spostarsi di continuo, rendendoli maggiormente esposti al bracconaggio.
•    Leopardo dell’Amur, il più raro di tutti i grandi felini, se ne contano poche decine di esemplari, ha subito la perdita della stragrande maggioranza del proprio habitat: la foresta temperata di Corea, Cina nord-est e Russia orientale. Gli incendi per il disboscamento e la conversione dei terreni per l’agricoltura hanno infatti frammentato notevolmente le zone in cui vive. Il felino è stato inoltre duramente colpito dal bracconaggio e cacciato per la sua pregiata pelliccia.
•    Orso polare artico, Il riscaldamento globale in costante crescita potrebbe portare allo scioglimento totale dei ghiacciai estivi, con gravissime conseguenze per questi grandi predatori terrestri. Il loro numero è in costante diminuzione. Se l’effetto serra continuerà a far crescere la temperatura globale ai ritmi di adesso, gli orsi polari potrebbero estinguersi a causa della scomparsa del loro habitat naturale e per il troppo caldo.
A queste specie si aggiungono anche altre 16 specie tra vegetali e animali, secondo un  allarme lanciato da WWF. Alcune di queste riguardano anche la flora e la fauna della nostra penisola. Il dato preoccupante, è quello che alcuni degli animali presenti nella lista molto probabilmente saranno estinti già a partire dal prossimo anno (2019). Tra le specie a rischio in Italia:
•    Gipeto, molti lo considerano già estinto ma dai dati raccolti e vicinissimo alla scomparsa perché nelle Alpi italiane se ne contano circa 10 coppie;
•    Lucertola delle Eolie, in tutto ne rimangono meno di 1000 esemplari;
•    Abete dei Nebrodi (Abies nebrodensis), la conifera endemica della zona delle Madonie in Sicilia può contare ancora circa 30 abeti.
Non solo per colpa dei cambiamenti climatici, ma sicuramente per colpa degli esseri umani, sulla Terra è in corso un’inarrestabile estinzione di massa, la sesta per la precisione. Questa si traduce in un calo consistente della biodiversità del nostro pianeta. Il tasso di estinzione delle specie terrestri è vertiginoso ed entro la fine del secolo metà delle specie viventi rischia di sparire per sempre. Questo fenomeno avrà “implicazioni gravi e di vasta portata sul benessere umano” secondo John Knox, esperto di diritti umani e professore di diritto internazionale all’università Wake Forest. Knox è anche relatore speciale delle Nazioni Unite sull’ambiente e i diritti umani, oltre che autore del primo rapporto Onu che riconosce come la biodiversità e gli ecosistemi sani siano essenziali per i diritti umani. Come per la desertificazione, la perdita di biodiversità, in particolare la scomparsa delle piante, potrebbe rallentare la lotta alle malattie e aumentare la diffusione di patologie infettive e autoimmuni.

A.I.


Fonte: www.lifegate.it; www.ehabitat.it; wwf; www.hellogreen.it

<p>Oltre a informazioni su <strong><em>cambiamenti climatici, scioglimento ghiacci, inquinamento, estinzione, specie animale a rischio, perdita biodiversità </em></strong>su Effetto Terra puoi trovare informazioni su gipeto, lucertola delle eolie, orso polare, koala, deforestazione, bracconaggio , <a href="/directory">segnalare siti</a> nonchè visitare i <a href="/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche.</p>"

Pubblicato in


Turismo Responsabile

SOSTIENI L'AMBIENTE

Sostieni Effetto Terra: dona il 5x1000 a Eta Beta

Incontri formativi scuole

Eta Beta propone incontri per imparare come cambiare i comportamenti di consumo e come migliorare ogni giorno l’ambiente in modo efficace, con piccoli gesti.