I mercati della Terra

Ogni anno, nel mondo, circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo (che corrispondono a un terzo degli alimenti prodotti) vengono sprecati: una catena che inizia nei campi e negli allevamenti, continua lungo la fase di trasformazione e commercio, e termina nelle nostre cucine.
 
La quantità di sprechi alimentari ha un costo elevato, in termini ecologici, economici, etici e culturali. Il paradosso più stridente di questo sistema è che, da un lato, la quantità di cibo prodotta nel mondo supera il necessario (potrebbe sfamare addirittura 12,5 miliardi di persone), ma dall’altro, 800 milioni di persone continuano a soffrire la fame. La soluzione, quindi, non è l’aumento produttivo, ma un sistema completamente diverso: di produzione, distribuzione e accesso al cibo.
Per invertire davvero la rotta però è fondamentale che tutti noi prendiamo consapevolezza del problema e inneschiamo un radicale cambiamento nei nostri stili di vita alimentari e nel nostro modo di acquistare ed è proprio per questo che Slow Food organizza i “Mercati della Terra”, una rete internazionale di mercati, di produttori e di contadini, coerente con la filosofia Slow Food.
I Mercati della Terra sono mercati contadini creati secondo le linee guida della filosofia Slow Food. Mercati gestiti collettivamente, che sono luoghi di incontro dove i produttori locali presentano prodotti di qualità direttamente ai consumatori, a prezzi giusti e garantendo metodi di produzione sostenibili per l'ambiente e contribuendo a difendere la biodiversità.
I Mercati della Terra creano così un nuovo spazio di incontro fra consumatori e produttori alimentari e attraverso un comitato di gestione  produttori, enti pubblici, cittadini, condotte Slow Food e altri soggetti interessati come i ristoratori  creano una comunità consapevole responsabile della selezione dei produttori, della promozione del mercato, del rispetto delle sue regole. Il comitato gestisce anche il funzionamento del mercato con un occhio di riguardo per l’ambiente: impegnandosi a produrre meno rifiuti possibili, a smaltirli in modo corretto, con attenzione al risparmio energetico e utilizzo di materiali di consumo il più possibile biodegradabili.
Fanno parte dei Mercati della Terra i piccoli agricoltori e i produttori artigianali, quelli che fanno più fatica a confrontarsi con il circuito della grande distribuzione, ma la cui dimensione aziendale permette spesso di presentare prodotti di qualità.
Il presupposto principale è che presentino solo i loro prodotti, frutto del loro impegno e della loro esperienza. Con la presenza diretta possono creare un legame con i consumatori, raccontando i prodotti dei quali si assumono la responsabilità, il lavoro che ne è alla base, cosa definisce la loro qualità, cosa giustifica il prezzo praticato.
Sono ammessi solo produttori locali (il territorio di riferimento è dato da una distanza massima di 40 km dal comune sede del mercato) di un'ampia varietà di frutta e verdura fresca, conserve, carni, prodotti caseari, uova, miele, dolci, pane, olio, vino e di ogni prodotto che appartiene alla cultura alimentare locale che riflette i principi Slow Food del buono, del pulito e del giusto.
Il progetto dei Mercati della Terra è coordinato dalla Fondazione Slow Food per la Biodiversità - il braccio operativo di Slow Food per i progetti incentrati sulla salvaguardia della biodiversità agricola e delle tradizioni alimentari in tutto il mondo - con l'aiuto delle associazioni nazionali, dei coordinamenti regionali e delle condotte locali.
Fonte: mercatidellaterra.com
 
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