È stata presentata giovedì 20 marzo al Politecnico di Torino , l'iniziativa denominata Menù a Km Zero, che riguarda il servizio di ristorazione interno, che preparerà solo piatti composti da prodotti tipici regionali e stagionali selezionati dal paniere della filiera corta.
La spesa a km zero diventa di casa al Politecnico, l'ateneo torinese ha presentato a fine marzo un'iniziativa di valorizzazione dei prodotti tipici locali e di stagione, promossa con CIR food e Col diretti.
La sperimentazione, accolta dall'ateneo torinese si propone dunque di utilizzare presso il ristorante aziendale prodotti ortofrutticoli provenienti dalla "filiera corta". La finalità è la valorizzazione dell'agricoltura regionale e i suoi prodotti, frutta e ortaggi, latte e formaggi, carne e uova. Preferire i prodotti di origine regionale, da qui i "km 0", comporta anche una scelta etica per contenere l'inquinamento atmosferico: la riduzione del movimento di navi, camion, aerei, che viaggiano per il mondo, portando sulle tavole pietanze esotiche, contribuisce alla riduzione dell'emissione dei gas serra. In questo modo si abbattono i costi di trasporto e logistica dei prodotti agroalimentari, voci che incidono sul fatturato delle imprese di produzione per oltre il 30%. I ristoranti propongono piatti con i sapori della terra d'origine, garantiti e rintracciabili attraverso un'etichetta che ne certifica la provenienza, perché offerti dai produttori agricoli del luogo.
"Il Politecnico", nelle parole del Rettore Francesco Profumo, "sostiene lo sviluppo locale anche attraverso iniziative di tutela dell'ambiente e di risparmio energetico. Inoltre, l'iniziativa si pone come esempio di un processo culturale innovativo, che intende "educare" a corretti consumi alimentari il personale interno in primis, con ovvie ripercussioni sulle abitudini di tutta la popolazione politecnica torinese".
Giorgio Ferrero, presidente della Coldiretti del Piemonte, si è detto molto soddisfatto della collaborazione instaurata con un luogo di formazione di eccellenza, quale è il Politecnico, donando un valore aggiunto all'iniziativa nell'ateneo anche dal punto di vista dell'impatto mediatico. "Dal momento che i consumi alimentari sono quelli che impegnano grandi risorse economiche", ha affermato Ferrero, "è fondamentale che ci si abitui a consumare meglio".
Applicando la filosofia di una spesa a km zero, si possono generare ricadute economiche considerevoli, in termini di risparmio, anche di denaro pubblico, se si tratta ad esempio di mense ospedaliere o universitarie come in questo caso.
La sperimentazione, accolta dall'ateneo torinese si propone dunque di utilizzare presso il ristorante aziendale prodotti ortofrutticoli provenienti dalla "filiera corta". La finalità è la valorizzazione dell'agricoltura regionale e i suoi prodotti, frutta e ortaggi, latte e formaggi, carne e uova. Preferire i prodotti di origine regionale, da qui i "km 0", comporta anche una scelta etica per contenere l'inquinamento atmosferico: la riduzione del movimento di navi, camion, aerei, che viaggiano per il mondo, portando sulle tavole pietanze esotiche, contribuisce alla riduzione dell'emissione dei gas serra. In questo modo si abbattono i costi di trasporto e logistica dei prodotti agroalimentari, voci che incidono sul fatturato delle imprese di produzione per oltre il 30%. I ristoranti propongono piatti con i sapori della terra d'origine, garantiti e rintracciabili attraverso un'etichetta che ne certifica la provenienza, perché offerti dai produttori agricoli del luogo.
"Il Politecnico", nelle parole del Rettore Francesco Profumo, "sostiene lo sviluppo locale anche attraverso iniziative di tutela dell'ambiente e di risparmio energetico. Inoltre, l'iniziativa si pone come esempio di un processo culturale innovativo, che intende "educare" a corretti consumi alimentari il personale interno in primis, con ovvie ripercussioni sulle abitudini di tutta la popolazione politecnica torinese".
Giorgio Ferrero, presidente della Coldiretti del Piemonte, si è detto molto soddisfatto della collaborazione instaurata con un luogo di formazione di eccellenza, quale è il Politecnico, donando un valore aggiunto all'iniziativa nell'ateneo anche dal punto di vista dell'impatto mediatico. "Dal momento che i consumi alimentari sono quelli che impegnano grandi risorse economiche", ha affermato Ferrero, "è fondamentale che ci si abitui a consumare meglio".
Applicando la filosofia di una spesa a km zero, si possono generare ricadute economiche considerevoli, in termini di risparmio, anche di denaro pubblico, se si tratta ad esempio di mense ospedaliere o universitarie come in questo caso.
Fonte: Coldiretti Piemonte
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