Bollicine pubbliche

Settimo Rottaro, è un piccolo comune in provincia di Torino, che non smette mai di stupire. Attivo in iniziative di sostenibilità e riduzione dei rifiuti, ultimamente, grazie all’ingegnosità del proprio Sindaco, lancia l'idea della fontana pubblica di acqua gasata.

Francesco Comotto è il Primo cittadino del piccolo comune adagiato sulle colline che costituiscono il limite sud-orientale dell’anfiteatro morenico della Serra di Ivrea. Di origine romana, Settimo Rottaro deve il suo nome alla distanza che lo separa da Ivrea, ossia sette miglia romane. Proprio come gli antichi romani ed i loro amministratori che ritenevano l’acqua un dono pubblico, alla portata di tutti, così alle porte del capoluogo eporediese potrebbe prendere corpo un’originale e innovativa opera pubblica: la prima fontana pubblica di acqua gasata. «La nostra acqua potabile, dice Comotto, è ottima e con l’aggiunta di anidride carbonica si può avere direttamente sulle nostre tavole senza acquistarla in bottiglia». Per non scontentare i sostenitori dell’”acqua naturale” accanto alla sorgente effervescente è previsto un erogatore di acqua senza bollicine. Il progetto che può sembrare una boutade è già stato presentato alla Smat, la società torinese che gestisce l’acquedotto a Torino e provincia, per condividerne le finalità. Tanto che il Sindaco in prima persona, affiancato da due giovani ricercatori sta concretamente lavorando alla possibilità di rendere operativa la proposta. Ispirandosi ad una cultura dell’incentivazione del consumo alimentare dell’acqua potabile, e della diminuzione dei di rifiuti plastici (le bottiglie di acqua), l’idea si pone in parallelo e sostiene, in termini di risultati, un’altra iniziativa dello stesso comune: “Negozi leggeri”, nata per ridurre la produzione di rifiuti alla fonte e per la distribuzione sfusa dei detersivi. Il concetto è semplice. Una volta che un prodotto è finito non si dovrebbero buttare via gli imballaggi in plastica, ma riutilizzarli riempiendoli nuovamente con prodotto “alla spina” (lavapiatti, multiuso, bucato a mano e lavatrice, ammorbidente, vetri), venduto in alcuni negozi del territorio ma anche utilizzati all’interno delle strutture comunali e di alcuni esercizi commerciali per le proprie pulizie interne. Un segno tangibile di come oltre alle azioni dei singoli o delle comunità, ad esempio l’utilizzo di filtri e gasatori domestici per l’acqua potabile, anche le amministrazioni possano incoraggiare una trasformazione culturale. Sostenere gesti e pratiche capaci di attuare processi di riduzione dello spreco e della sovrapproduzione di rifiuti è l’esempio indicato da Settimo Rottaro. 

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Fonte: Associazione Comuni Virtuosi, ANSA, La Repubblica, La Stampa, Carta


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