Coldiretti Torino: guida Km 0 & dintorni

Seconda uscita editoriale per la pubblicazione Chilometri zero e dintorni. Rinnovata ed ampliata la guida di 96 pagine, illustra le realtà del consumo critico e solidale presenti in Provincia di Torino. Scaricabile sul sito dell’associazione, sarà distribuita in autunno.

"Intendiamo informare e accompagnare il cittadino ad un consumo critico e solidale, fornendo indicazioni utili ad orientarsi attraverso il nostro vasto mondo rurale e i prodotti che ad esso appartengono. Il consumatore, guidato alla scoperta del territorio, potrà ritrovare il gusto di essere il diretto acquirente delle produzioni alimentari e delle eccellenze locali" spiega Emilio Fugazzi direttore di Coldiretti Torino.
Un territorio quello della Provincia di Torino che può ritenersi “un’isola ricca”  nel mondo dell’agricoltura, dell’allevamento e dei suoi derivati, che sposa le tematiche ambientali: vendita diretta, agriturismi, fattorie didattiche, distributori di latte crudo, allevamenti contrari agli OGM. La guida elenca gli indirizzi di: 67 distributori di latte crudo; 160 imprenditori agricoli, presenti nei mercati rionali di Torino; 67 produttori di ortaggi che effettuano vendita diretta in cascina; 19 bancarelle torinesi della vendita diretta, in piazza palazzo di Città e in piazza Madama Cristina; 14 produttori del mercatino di Cirié; 24 aziende del mercatino di Chieri; 38 aziende che vendono carne a chilometri zero; 115 produttori di latticini; 15 allevatori che producono latte no Ogm; 28 imprese produttrici di fiori e piante; 10 produttori e trasformatori di cereali; 32 produttori di vino; 86 agriturismi e fattorie didattiche. Un utile strumento, una mappa esauriente, per aiutare chi vuole adottare uno stile di vita consapevole, attraverso la scelta di azioni quotidiane meno inquinanti, in grado di concorrere alla salvaguardia dell’ambiente. Stile che passa attraverso il consumo di cibi originati nel medesimo ambito territoriale nel quale vengono distribuiti per l’acquisto, garantendo un rapporto diretto tra consumatori e imprenditori agricoli; la valorizzazione delle produzioni territoriali, dei gusti, delle ricette e delle tradizioni locali; l’equità del prezzo finale al consumo, che diventa più trasparente per chi acquista, con un maggiore valore aggiunto per chi produce; il rispetto della stagionalità e quindi della freschezza degli alimenti acquistati; la riduzione dell’emissione di gas a effetto serra quali principali responsabili dei cambiamenti climatici; la diminuzione del consumo di energia, dell’inquinamento e del traffico.
Perché in questo caso fare la spesa si che fa bene all’economia e anche al portafoglio.

Fonte: Coldiretti Torino

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