Contiamoci: una comunità online dalle idee green

Contiamoci, nata nel 2013 da un’intuizione dalla coppia di trentenni Greta Golia e Silvano Stralla, è una comunità online che inventa, collauda, scambia e diffonde le azioni che riducono i danni ambientali. Sono portatori di buone pratiche “verdi” messe in atto e suggerite alla comunità.
 
Greta Golia ha 35 anni, è nata a Napoli ma vive a Torino e, insieme al suo compagno Silvano Stralla ha dato vita al primo social network sulle buone pratiche quotidiane: piccole azioni che diventano sane abitudine, a vantaggio dell’ambiente, ma anche dell’economia familiare.
Greta Golia racconta come è nato “Contiamoci”: “Un giorno d’estate di tre anni fa ero seduta in un bar di Dogliani, un bellissimo paese in provincia di Cuneo, situato nelle Langhe e molto famoso per il Dolcetto, il vino del luogo. Chiacchieravo con Silvano, il mio compagno, di tutti i passi avanti che avevamo mosso fino a quel momento nel tentativo di cambiare le nostre abitudini verso uno stile di vita meno impattante sull’ambiente e riflettevo sulle obiezioni che spesso mi vengono fatte quando racconto i miei cambiamenti e le nuove abitudini. Spesso mi scontro con la diffusa opinione che i piccoli sforzi del singolo non possono cambiare le cose, che i piccoli atti sono sprechi inutili di energie; visto che credo fermamente che non sia così, quella mattina ho pensato: “Certo che dovremmo proprio contarci per dimostrare che non siamo poche gocce nel mare”, che non sono pochi quelli che si impegnano affinché delle piccole azioni diventino abitudini sane.”
Contiamoci, è una vera e propria comunità online, in cui ciascuno può aprire il proprio profilo, accedere e inserire contenuti o semplicemente leggere e commentare quelli inseriti da altri. Le buone pratiche inserite sono suddivise in 19 categorie: dal bagno ai viaggi, dalla spiritualità ai giochi per bambini, dal giardino alla zona etica. Le “green actions” spaziano dal riutilizzo delle spirali dei quaderni alla prima banca sostenibile, dalla lettiera vegetale alle numerose proprietà dell’acido citrico.
Spesso mi scontro con la diffusa opinione che i piccoli sforzi del singolo non possono cambiare le cose- racconta Golia-, che i piccoli atti sono sprechi inutili di energie; visto che credo fermamente che non sia così, ho pensato: “Certo che dovremmo proprio contarci per dimostrare che non siamo poche gocce nel mare”, che non sono pochi quelli che si impegnano affinché delle piccole azioni diventino abitudini sane. Sono convinta infatti che attraverso la condivisione di esperienze non è difficile mettere in atto il cambiamento, servono due cose: informazioni chiare su come agire e sostegno di altre persone. Sono fiduciosa nei confronti dei giovani: tante cose le facciamo già senza saperlo, mentre i nostri genitori cresciuti con il boom economico non sono abituati”.

Come funziona
Ogni visitatore può leggere e seguire le green actions altrui;

Ogni membro della comunità può:

  1. Raccontare le proprie green actions, provare quelle degli altri, discuterne;
  2. Seguire quello che fanno gli altri, vedere come funzionano le buone pratiche a cui è interessato quando sono adottate da molte persone;
  3. Contribuire con domande, risposte, obiezioni e varianti;
  4. Assieme agli altri, contarsi, per sapere quanti concretamente applicano ciascuna green action.

 Contiamoci è anche per le aziende:

  1. che adottano buone pratiche;
  2. che facilitano le buone pratiche altrui con specifici prodotti o servizi;
  3. che scelgono la trasparenza per mostrare che ciò che dichiarano è vero;

Lo scopo non è pubblicitario, sono accolte solo alcune aziende coerenti ai nostri valori.
Ad oggi, Contiamoci annovera 1406 buone pratiche contate (già messe in atto), 209 buone pratiche, 560 utenti, 2000 visitatori unici al mese.
Contiamoci si sostiene grazie al finanziamento di un bando di concorso della regione Piemonte, che è terminato a giugno. “La seconda parte del progetto – spiega Greta - che renderebbe ‘sostenibile’ il nostro sogno, è l’inserimento di una sezione per le aziende, che qui potranno raccontare le buone pratiche messe in atto durante il loro processo produttivo, comunicativo e distributivo. In questo modo i consumatori avrebbero la possibilità di scegliere consapevolmente fra chi predilige metodi impattanti e chi invece spende forze e ricerca in metodi innovativi di riduzione dell'impatto ambientale”.
Per tutte le info:

Fonte: la-mattina.it, napolicittasociale.it
 
 

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