Cosa diventano i rifiuti in Piemonte?

Dal legno alle culle, dall’organico al compost e dai metalli alle caffettiere. La differenziata in Piemonte è una scommessa vincente in termini occupazionali ed ambientali. Da qualche giorno sul sito della Regione Piemonte è possibile accedere ad una sezione dedicata, per verificare quali e quanti rifiuti delle raccolte differenziate sono effettivamente recuperati.

Come e cosa diventano i rifiuti? E quanti rifiuti riciclano i Piemontesi? Sono alcune delle domande che possono trovare risposta cliccando sul piccolo banner giallo e rosso “Rifiuti differenziati - RICICLO GARANTITO”, presente nella home page del portale dell’amministrazione regionale.
I dati raccolti per il momento vanno dal 2003-2004 al 2006, testimoniando il costante aumento della differenziata nella regione subalpina, e sono il risultato di uno studio permanente, organizzato dal Settore Programmazione e Gestione Rifiuti dell’Assessorato all’Ambiente. A livello regionale, rispetto ai rifiuti raccolti nel 2004 e nel 2005, l’indagine evidenzia un incremento del quantitativo pro capite raccolto e recuperato (+36,3 kg/ab/anno raccolti e +28,2 kg/ab/anno recuperati rispetto al 2004). Dato attribuibile principalmente al passaggio alla raccolta “porta a porta” in molti Comuni piemontesi. “Al terzo compleanno del “Progetto Recupero” - dice l’assessore all’Ambiente Nicola de Ruggiero - la bella notizia è che non ci sono sorprese: migliora sensibilmente la percentuale di rifiuti differenziati avviati al recupero, cioè a nuova vita, arrivando al 90% del totale raccolto di carta, vetro, legno, metallo, plastica e organico. I dati del monitoraggio ci confermano… che le aziende di recupero rappresentano una filiera via via più rilevante, con potenzialità di incremento ancora spendibili. In un momento di crisi, questa è una notizia doppiamente virtuosa, tanto sul piano economico, quanto su quello ambientale”. Il metodo adottato (analisi dei MUD - modello unico di dichiarazione ambientale) per il report, prende in considerazione i dati solo dopo l'effettuazione delle operazioni di recupero. Così nel 2006 in Piemonte sono stati recuperati il 96% di carta, legno e metallo, il 92% del vetro, l’80% della plastica e dell’organico. Percentuali che fanno ben sperare non solo per il Piemonte, ma possono testimoniare un modello virtuoso da incrementare, se si pensa che le quantità raccolte differenziatamente ogni anno da parte di un cittadino piemontese vanno dai 5,6 kg dei metalli ai 54,5 kg della carta, che sommate portano alle cifre complessive di 237.139 t di carta, 121.585 t di vetro, 62.006 t di plastica, 24.333 t di metalli, 158.442 di organico e 54.405 t di legno. Ci sarebbe di che riempire un bel po’ di nuove discariche, ma invece tutti questi materiali, vengono riciclati e prendono nuova forma. Con il legno si può ottenere una culla riciclata al 100%, da 12 cassette per orto-frutta da 1 kg e 3 pedane in legno da 15 kg, e con 24 lattine in alluminio e 30 g di alluminio vergine ottenere una caffettiera da tre tazze, riciclata al 92%. Numeri che individuano nella raccolta differenziata una delle possibili, non l’unica, strada per una gestione sostenibile dei rifiuti, nonché una risposta alla crisi economica in atto, generando nuovi posti di lavoro necessari per poterla realizzare. Benefici sociali, ma anche e soprattutto ambientali, con il reimpiego industriale dei rifiuti e l’utilizzo nei cicli produttivi di materie prime secondarie in sostituzione di materie prime, si riducono l’estrazione di risorse non rinnovabili e risorse rinnovabili (foreste), i consumi energetici, le emissioni atmosferiche direttamente o indirettamente connesse ai cicli produttivi sostitutivi ed i consumi idrici ad essi legati.

Raccolta differenziata e % di materiale riciclato

Fonte: Regione Piemonte

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