Dilaga la protesta contro lo smaltimento delle armi chimiche in Albania

No allo smaltimento delle armi chimiche in Albania. Gruppi di cittadini albanesi in tutto il mondo hanno protestato davanti alle ambasciate albanesi e statunitensi.
 
I cittadini albanesi ieri hanno occupato le strade principali che collegano le città come Durazzo, Tirana e Vlora. Alle proteste dei lavoratori si sono aggiunti anche quelle degli studenti delle scuole superiori e universitarie. La decisione di scendere in piazza è stata presa dai consigli degli studenti di medicina e di ingegneria, che hanno portato avanti due diverse proteste: mentre alcuni dei manifestanti si erano radunati a Pyramid, un altro gruppo di protesta ha marciato verso Piazza Skanderbeg.
Anche nella città di Elbasan e Durazzo gli studenti universitari sono scesi in piazza per protestare contro lo smaltimento delle armi chimiche siriane in Albania  Allo stesso modo, centinaia di studenti hanno protestato di fronte dell'Università di Korca "Fan Noli”, chiedendo al governo di non firmare il via libera all’importazione delle armi chimiche in Albania  Una protesta simile si è tenuta anche a Lushnje, Berat, Shkoder e Sarande.
Oggi centinaia di migliaia di ambientalisti si stanno recando alla sede del parlamento dove, secondo le fonti del giornale Panorama, il governo si riunirà in seduta straordinaria, per protestare contro la possibilità di smaltire le armi chimiche siriane in Albania. E’ dalla settimana scorsa che diverse manifestazioni sono state organizzate davanti alle principali istituzioni del paese, per chiedere che il governo respinga la proposta degli USA di far arrivare nel territorio albanese l’arsenale chimico della Siria. Il presidente del parlamento albanese, Ilir Meta, ieri ha discusso con i manifestanti dichiarando di “comprendere la preoccupazione degli ambientalisti su una questione che in questo momento viene strumentalizzata”.
Sensibilizzazione, mobilitazione e protesta in decine di paesi nel mondo, tra cui anche l’Italia. La comunità albanese in Lombardia si è riunita di fronte al Consolato Generale d’Albania, in piazza Cordusio. La manifestazione pacifica ha continuato la protesta di fronte al Consolato Generale d’Albania ed alcuni studenti hanno portato la voce dei manifestanti anche al interno della rappresentanza diplomatica.
Di seguito una parte del discorso che si è tenuto ieri da parte gli studenti di Pavia, Brescia: “Diciamo No alle Armi Chimiche Siriane in Albania! Siamo riuniti per opporci a qualsiasi decisione che minaccia oggi l’integrità della nostra Patria! Meritiamo di vivere in un paese pulito e sano, lontano dalle armi e dai veleni, come chiunque altro al mondo. Abbiamo diritto di sperare in un futuro migliore per noi e i nostri figli. La decisione dello smaltimento nel nostro paese oltre ad essere una grave minaccia per la nostra salute, minaccia anche l’agricoltura e turismo due settori principali in sviluppo del nostro paese. Essendo questa una questione di vitale importanza chiediamo al Governo di fare più chiarezza e di essere Trasparente nelle sue decisioni, e soprattutto di coinvolgere maggiormente il popolo”.
Nel centro di Torino si è svolta una manifestazione di protesta per esprimere la contrarietà alla possibilità di smaltire le armi chimiche del regime siriano nel territorio albanese. Cittadini albanesi e italiani, si sono riuniti per dar voce al sentimento di protesta che sta coinvolgendo la società civile in Albania e in altre zone d’Europa e del mondo dove risiedono le comunità albanesi. Studenti, lavoratori e artisti hanno espresso il loro dissenso e la loro preoccupazione su una questione che ormai sta diventando una causa comune a tutti. “E’ una questione cruciale per il nostro futuro e la comunità albanese di Torino non intende mostrarsi indifferente davanti ad una simile situazione” queste le parole di Indrit Aliu durante la manifestazione.“La protesta rappresenta una delle prime occasioni in cui i cittadini albanesi hanno preso coscienza della propria capacità di poter influenzare le decisioni del governo mediante una manifestazione di pensiero civile, pacifica e apartitica” dichiara Fejzian Petritaj.
Fonti vicine al governo hanno dichiarato per i media statunitensi che il governo sembra che si stia per ritirare dai colloqui sulla distruzione delle armi siriane in territorio albanese.
 
Fonte: panorama.com.al; albanianews
 
 

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