I tre giorni per il futuro della Terra

Si è appena conclusa la VII edizione di Terra Futura, la mostra - convegno internazionale sulle buone pratiche di vita, di governo, di politica e d’impresa verso un futuro equo e sostenibile. Progetti, prodotti e idee che a iniziare dal presente guardano al futuro, a tempi, spazi e sviluppi sostenibili.

Il clima di Firenze ha qualcosa di strano, secondo tutti i manuali di geografia, dovrebbe essere temperato con estati calde ed inverni freddi, eppure spesso già in primavera il caldo diventa canicolare e l’aria afosa, mentre nella stagione invernale il freddo è a dir poco pungente. Secondo gli stessi abitanti poi, il cui dialetto, pieno di c aspirate in posizione intervocalica, è ormai confuso ad idiomi e dialetti tra i più svariati, ascoltandoli o rapendone brandelli di conversazione, mentre si gira per le antiche strade della città vecchia, adesso il tempo non è più quello di una volta.
Sarà anche per questo che da quando il clima è un’emergenza, per via dei mutamenti climatici e delle conseguenze ambientali sull’intero ecosistema Terra, il capoluogo toscano ospita uno dei principali eventi inerenti la sostenibilità non solo ambientale che si tengono in Italia. Una vetrina delle realtà che oltre a crederci, pratica realmente la green economy, ma soprattutto un laboratorio d’innovazione e pensiero sul rispetto e la simbiosi tra uomo e ambiente, sostenuto per una volta, caso più unico che raro, dalle Istituzioni, seppure locali, come comune, provincia e regione. Così nello scenario della Fortezza da Basso per i visitatori, il tuffo invece che in un passato storico è nel futuro. Un tempo a venire che parte dal presente e non dimentica le proprie radici ben aggrappate alle tradizioni, culture e saperi millenari con cui l’uomo ha saputo confrontarsi e convivere con l’habitat che lo circonda.
Così per l’edizione 2010 ad accogliere i visitatori era una yurta, l’antica tenda dei nomadi delle steppe mongole, la Ger. Un manufatto che da sempre rappresenta l’idea del viaggio, del movimento, ma qui anche di un’alternativa ad uno stile di vita dove il sistema abitativo si fonda su mattoni e cemento. Un concetto ed un componente il cui utilizzo è già molto più esteso di quello che si pensi specialmente in Inghilterra, Francia e Olanda. Significati che assumono significanti a volte molteplici e nuovi, o riscoprono valori abbandonati e dimenticati, come nelle interessanti anteprime, che la mostra – convegno propone ogni anno, ad esempio il progetto Recuperiamoci (www.recuperiamoci.org). Dedicato al lavoro e alle attività produttive dei detenuti. Il cui stand si presentava colorato, profumato, e  dove tutto parlava di recupero a partire dalla tecnologia. Una cultura diversa da quella dell'”usa-e-getta”, per promuovere l'uso consapevole delle tecnologie e la diffusione del software libero tramite il trashware, ma altresì un progetto di creazione di elementi di arredo, librerie, corpi illuminanti utilizzando vecchi materiali, tramite la trashart. Tutto ciò partendo dall’idea che il lavoro, all’interno del carcere, è uno strumento fondamentale per il recupero della persona. Il recupero della persona e dei materiali. Il riuso, il rispetto, la sostenibilità, quali elementi portanti di un’economia solidale, dove lo spreco viene sostituito dalla consapevolezza, come testimoniavano i numerosi espositori presenti con i propri prodotti: dal turismo responsabile alle energie rinnovabili, dal cibo all’abbigliamento sostenibile e così via.
Tre giorni dove le parole sono state il focus, l’elemento a cui attorno tutto ruotava. Parole da trasformare in azioni concrete, volute e proposte sia dalle Istituzioni, sia dalle associazioni, sia dalle realtà operanti nel settore, vere e proprie protagoniste ogni anno dell’evento. Traccianti che penetravano dritte al cuore e su cui riflettere, come i vibranti appelli di Padre Alex ZanotelliSu cosa reste di comune nel mio comune o territorio?”, quando anche un bene che dovrebbe essere appunto pubblico, di tutti e gratuito, come l’acqua, rischia di essere privatizzato?. Oppure quelle di Wolfgang Sachs e Vandana Shiva, intervenuti al convegno sulla “Riconversione ecologica dell’economia: Dopo Copenaghen dal territorio”, dove appare chiara la necessità di “salvare contemporaneamente l’economia ed il clima con una green economy, in cui gli investimenti di oggi, siano anche quelli di domani… chiedendo che sia veramente chi si occupa di economia a intervenire e partecipare alle soluzioni, dagli stati agli esperti, perché è molto grave che a parlarne e discuterne siano persone come noi, che cercano e aiutano ad interpretarla, ma non sono economisti di professione…”. Senza dimenticare gli interventi di esperti, tra cui il Professore Marcello Buiatti, docente di Genetica presso l’Università degli Studi di Firenze, che durante la presentazione della, finalmente, versione italiana del documentario “Il mondo secondo Monsanto” della giornalista francese Marie Monique Robin, ha svelato e documentato l’ipocrisia della sovrapproduzione di cibo tramite OGM e il postulato per cui gli OGM, sarebbero in grado di risolvere i problemi legati alla fame nel mondo in realtà siano “il tentativo per controllare il mercato e l’intera filiera del cibo, attraverso la dipendenza dei contadini dai brevetti industriali sui prodotti alimentari”.
Insomma se quest’anno sono stati circa 92.000 i visitatori che hanno visitato i padiglioni di un evento così “futuribile”, l’augurio è quello di ritrovarsi ancora e più numerosi prossimamente, per realizzare pensieri e prassi, ancora più significative che possano salvare il pianeta facendoci vivere bene, trovando una nuova e più sostenibile connessione tra esseri umani, ambiente e risorse del pianeta.

Oltre a informazioni sul <strong>Terra Futura 2010</strong>, su Effetto Terra, puoi trovare informazioni su ambiente, politiche ambientali, green economy, sostenibilità e iscriverti a <a href="http://www.effettoterra.org/archivio-newsletter">newsletter</a>,<a href="http://www.effettoterra.org/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="http://www.effettoterra.org/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="http://www.effettoterra.org/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche."

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