Indice di Pollenzo: Lo strumento di valutazione dei prodotti agroalimentari

In Italia, il sistema agroalimentare pone un forte accento sui temi della sensibilità riguardo alla sicurezza alimentare, con particolare riferimento al valore e alla qualità delle produzioni. L’Indice di Pollenzo sarà di supporto alle aziende agroalimentari nella produzione di bevande e cibi secondo i canoni del 'buono, pulito e giusto'.
 
Il 20 novembre è stato presentato l’Indice di Pollenzo; sistema di valutazione che rilevi in modo oggettivo quanto le aziende agroalimentari rispondano ai criteri di “buono, pulito e giusto”. L’indice di Pollenzo, è stato introdotto da Guido Bolatto, Segretario Generale della Camera di commercio di Torino e da Carlo Petrini, Presidente dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche.
Il progetto si inserisce in una prospettiva che tende a promuovere sempre di più la logica di 'buono, pulito e giusto' al fine di aggiungere valore qualitativo alle produzioni agroalimentari. Il nuovo strumento di misurazione, di grande importanza a livello nazionale ed internazionale, terrà conto delle decine di parametri associati alle diverse fasi di lavorazione, di consumo e di smaltimento nell'ambiente dei prodotti proposti dalle Aziende agroalimentari.
L’indice non nasce per essere una pagella o una classifica delle aziende, ma uno strumento di analisi da utilizzare per correggere gli eventuali punti di debolezza e poi comunicare i propri risultati ai clienti” – ha spiegato Guido Bolatto, segretario generale della Camera di Commercio di Torino.
Partiamo sempre dal presupposto che nella produzione di un alimento sia stata rispettata la legislatura vigente, dal rispetto dell’ambiente all’utilizzo di prodotti correttamente conservati”: dice Nicola Perullo, professore associato di Estetica all’Università di Scienze Gastronomiche e sperimentatore dell’Indice di Pollenzo.
Carlo Petrini, fondatore e presidente di Slow Food, ha detto: “Vogliamo che questo patrimonio virtuoso a 360° divenga il segno distintivo dell’agroalimentare italiano”.
I risultati dell’indice sono di grande interesse in primis per le aziende stesse e poi per i consumatori, che possono basare i propri acquisti su una certificazione oggettiva del buono, pulito e giusto.
 
Fonte: ANSA
 
 

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