La Coldiretti risponde alla crisi con i "km zero"

I coltivatori diretti hanno lanciato l'allarme, la crisi alimentare insieme a quella economica stanno colpendo duramente i produttori. La  produzione italiana del 2008 è del tutto insufficiente a far fronte alla domanda di pane e pasta. Intanto lanciano anche proposte concrete come il progetto "carne a km zero".

L'allarme lanciato dalla Coldiretti si basa sulla dimostrazione della fragilità del sistema alimentare globale, fortemente influenzato dalla crisi economica generale, dove il prezzo del petrolio si dimostra uno dei fattori primari se si pensa che un recente studio dell'organizzazione agricola, ha evidenziato come un pasto medio percorre più di 1.900 km per camion, nave e/o aeroplano prima di arrivare sulla tavola e spesso ci vogliono più calorie di energia per portare il pasto al consumatore di quanto il pasto stesso provveda in termini nutrizionali.
L'allarme è stato lanciato nel corso dell'Assemblea Nazionale della Coldiretti alla quale hanno partecipato millecinquecento imprenditori agricoli e rappresentanti di cooperative aderenti alla maggiore organizzazione agricola italiana ed europea.
Nonostante l'incremento di superficie a frumento avutasi grazie alle politiche comunitarie e che hanno portato ad un aumento dei seminati del 18% per il duro e del 14% per il tenero, le produzioni per l'annata agraria 2008 sono di 4,5 milioni di tonnellate per il duro e 3,5 per il tenero. Quantitativi che basterebbero per 6-7 mesi in tutto, contando anche che il raccolto è appena terminato. Che siano questi o meno i tempi della crisi, sta di fatto che un sistema produttivo del genere è destinato a scenari come quelli evidenziati dal sindacato degli agricoltori e degli allevatori.
L'andamento dei mercati mondiali è dunque destinato ad avere effetti anche sul piatto principale della dieta mediterranea poiché, nonostante il calo dei consumi interni che sono stimati rispettivamente pari al 5,5 per cento e al 2,5 per cento secondo elaborazioni di dati Ismea - Ac Nielsen sugli acquisti domestici nel primo trimestre 2008, gli italiani  restano fortemente dipendenti a tavola dai cereali. Con una media di 27 chili all'anno a testa sono infatti di gran lunga i maggiori consumatori di pasta a livello mondiale, con valori che sono almeno il triplo di quelli statunitensi e degli altri paesi europei, mentre sono ben 66 i chilogrammi di pane consumati per persona all'anno.
L'eccessiva dipendenza dall'estero dell'Italia è particolarmente preoccupante di fronte alla decisione di molti paesi produttori, come ad esempio l'Argentina, di "chiudere" le frontiere, ma anche per le previsioni non ottimistiche sui raccolti mondiali per maltempo nel MidWest in Usa, per la siccità in Australia e per il terremoto nel Sichuan in Cina.
La risposta all'allarme sta in un sistema produttivo locale e virtuoso, il progetto dei "km zero" che consiste nell'acquistare più prodotti locali, prodotti appunto con meno chilometri possibili e visto il prezzo del petrolio, questo non sarà solamente uno slogan.
Peraltro privilegiando l'acquisto di prodotti locali e di stagione oltre a risparmiare,  sottolinea la Coldiretti, si salva l'ambiente dall'inquinamento dovuto all'emissione di gas serra responsabile dei cambiamenti climatici.
La vendita di cibi a km0, riuscirebbe anche a combattere i rincari dovuti all'aumento del costo dei trasporti e l'impatto sul clima provocato all'inquinamento con l'emissione di gas serra dei mezzi di trasporto.

A Torino si è formata una rete di aziende agricole con vendita diretta nelle quali i consumatori possono acquistare carne sicura e di qualità, evitando gli intermediari e riducendo notevolmente il costo. Un sistema che si sta affinando notevolmente. Alcune regioni stanno presentando, con il sostegno delle firme dei consumatori, disegni di legge per il "km zero", mentre a Torino alcune mense hanno già aderito alla campagna della Coldiretti come ad esempio la mensa del Politecnico.

Conosci le aziende agricole con vendita diretta a Torino e in provincia

Approfondisci su Effetto Terra: Al Politecnico di Torino il menù è a km zero

Fonte: Coldiretti 

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