L'auto come la sigaretta: nuoce gravemente alla salute

E' la proposta fatta del Parlamento Europeo per regolamentare la pubblicità delle automobili. Come per i tabacchi vengono chiesti alcuni divieti e la trasparenza in materia d'impatto ambientale.

Una berlina che sfreccia in nella natura più incontaminata o addirittura sotto enormi pale eoliche, è questa la nuova trovata pubblicitaria delle case automobilistiche. L'importante non è la meta ma è il viaggio dice un famoso spot. Amore per la natura? Potrebbe anche ma in realtà questo modo di fare pubblicità si chiama green-washing, e sono sempre di più le marche di automobili che lo praticano. Ma fidatevi è solo marketing. Se volete sapere da una pubblicità in tv o da un depliant i consumi di Co2 o se la vettura in questione rispetta gli standard europei, armatevi di pazienza e di lenti di ingrandimento. Già perché nonostante i 6 miliardi di euro che le ditte spendono in immagine non questi dati sono introvabili.
A fine ottobre il Parlamento Europeo ha proposto che le pubblicità delle automobili siano accompagnate da messaggi di avvertimento come quelli sulle sigarette e i tabacchi: messaggi che avvertano dell'impatto ambientale del proprio acquisto. Secondo la proposta, il 20% dello spazio pubblicitario o della durata di uno spot dovrebbe essere riservato ad informazioni sui consumi dell'auto e sulle emissioni di CO2, di cui dovrebbe essere anche messo in evidenza il collegamento col riscaldamento globale.
Insomma, come dice l'International Herald Tribune, sembra proprio che il green-washing delle case automobilistiche si stia trasformando in un boomerang.
In realtà siamo lontani da una legge in merito, ma è un primo passo verso un modo civile di fare pubblicità. Abbiamo però visto come in tempi recenti in seno alla Commissione ci sia stato un vero e proprio braccio di ferro sulle nuove norme riguardanti le emissioni delle auto: proprio per questo, solitamente le posizioni della Commissione risultano più morbide e mediate di quelle del Parlamento.
L'industria è comunque molto preoccupata di questa proposta e non solo quella automobilistica visto l'investimento di soldi che avvantaggiano anche l'industria della pubblicità e i media. Se le auto facessero la fine delle sigarette, questo business potrebbe uscirne azzoppato. Al contempo però verrebbero premiate le case che producono auto ecologiche, ma si sa...non riesce sempre tutto!
Chris Davies, europarlamentare del gruppo ADLE che è stato il relatore della proposta, è invece convinto che il "nuoce gravemente alla salute" sulle auto avrebbe un grosso impatto, perché oggi le pubblicità cercano di convincere a comprare macchine sempre più potenti, grosse e veloci. Tutte caratteristiche che portano con sé, maggiori consumi. L'obiettivo della normativa - spiega Davies - sarebbe quello di portare le case automobilistiche a competere sull'informazione ambientale e non solo sui cavalli o sul design.
Come finirà? Probabilmente prevarrà una soluzione di compromesso. Barbara Helfferich, portavoce del Commissario all'Ambiente Stavros Dimas, non si è sbilanciata, ma ha cripticamente dichiarato: "Sulle auto dovrebbe essere chiaramente indicato se rispettano gli standard europei". Ora, considerando che attualmente le norme europee obbligano ad informare sulle emissioni e sui consumi, ma che questa informazione in molti paesi è fornita a caratteri microscopici, c'è da scommettere che qualcosa cambierà in questo senso.La contromossa dell'industria automobilistica sarà invece quella di adottare un codice di autoregolamentazione sulla pubblicità, sperando così di evitare norme obbligatorie.

Ridurre le emissioni di CO2 dalle auto in Europa


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