Legambiente premia i Comuni Ricicloni 2012

Legambiente anche quest’anno ha premiato, a Roma, i Comuni italiani che hanno raggiunto la soglia del 65%, prevista dalla legge, nella raccolta differenziata. La cerimonia, giunta ormai alla XIX edizione, ha visto una massiccia presenza in classifica delle amministrazioni comunali del nord-est, con il comune veneto di Ponte nelle Alpi aggiudicarsi il primo posto per il terzo anno consecutivo.
 
Nel nostro Paese un Comune su sette, pari al 13 per cento del totale, gestisce adeguatamente lo smaltimento dei rifiuti urbani. Lo dichiara Legambiente, premiando i comuni che si sono maggiormente distinti in politiche ambientali durante il 2012.
La soglia del 65% di gestione dei rifiuti, attraverso la raccolta differenziata, è il paletto che permette all’organizzazione ambientalista di stilare annualmente la classifica dei Comuni Ricicloni. Soglia che si è incrementata del 5% rispetto alla normativa precedente. Limite superato da 1.123 comuni. Tra le grandi metropoli Roma, secondo quanto enerso dal consueto rapporto che accompagna il Premio, risulta essere in emergenza rifiuti. Mentre è Ponte nelle Alpi, in provincia di Belluno, la cittadina leader. Nel Mezzogiorno è Salerno, raggiungendo il record del 68%, il comune più virtuoso, mentre in Puglia, spiccano Monteparano in provincia di Taranto, per la prima volta presente, e Rutigliano (BA), che riceverà la menzione di Comune “emergente” nell’emergenza.
Il Presidente di Legambiente della Puglia Francesco Tarantini dichiara che “La regione è ferma nella raccolta differenzia perché le discariche hanno ancora un ruolo dominante... È necessario a questo punto un mutamento radicale delle politiche di smaltimento e in autunno proporremo la quinta edizione locale di Comuni Ricicloni, per vagliare le percentuali e la condizione strutturale dei comuni pugliesi".
Il dossier Comuni Ricicloni 2012 restituisce così un’Italia a due velocità. “La pattuglietta di pionieri dei primi anni della ricerca ora è diventata un pattuglione che tira la volata – osserva Andrea Poggio, vicedirettore di Legambiente – ma un migliaio di comuni è fermo all’anno zero. L’aspetto significativo è che il gruppo intermedio, in fase di transizione verso l’efficienza, in tempi brevi riesce a raggiungere il vertice. Un esempio sono i quartieri di Torino dove è partito il porta a porta e che già sono oltre il 60%, le recenti sperimentazioni di Napoli, il riavvio a Milano dell’organico”.
 
Fonte: Ansa; Corriere del Mezzogiorno, Legambiente
 
 
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