OGM. Tutti a Roma per il futuro del nostro cibo

Domani, 20 giugno,  alle ore 14,30 a Roma, di fronte a Montecitorio Slow Food e la Task Force per un’Italia Libera da Ogm chiede al Governo che i campi seminati illegalmente in Friulli vengano distrutti immediatamente.
 
Sono anni che Slow Food (assieme alla Task Force per un’Italia Libera da Ogm) chiede, ai diversi Governi che si sono succeduti alla guida del Paese, di esercitare la clausola di salvaguardia per vietare la messa a coltura di piante geneticamente modificate.
Secondo Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia: "La tutela della biodiversità e tutti i valori a cui si ispira l’associazione ci hanno posto nel fronte di coloro che ritengono gli Ogm gravemente dannosi per il nostro patrimonio agricolo, per la sovranità alimentare del nostro Paese e quindi per la nostra stessa economia e cultura.
Da mesi denunciamo il rischio di nuove semine di Ogm non autorizzate nel nostro Paese (come già avvenne negli anni precedenti) e puntualmente ciò è avvenuto negli ultimi giorni in Friuli, con la minaccia di continuare nei prossimi anni. Infatti Seimila metri quadrati di mais OGM sono stati seminati sabato scorso a Vivaro in Friuli, come annunciato dagli esponenti di Futuragra con una serie di SMS circolati nelle giornate scorse".
Nonostante seminare OGM in campo aperto sia vietato in Italia e nonostante le due procure di Padova e Pordenone si siano pronunciate in tal senso a proposito dell’operato di un agricoltore che qualche anno fa aveva seminato mais OGM, e ancora sebbene anche la corte di Cassazione, nel marzo 2012, abbia ravvisato nella condotta di chi semina mais OGM l’integrazione di un reato, le autorità locali e nazionali, pur avvisate, non hanno preso alcun provvedimento.
Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia dice: “Troviamo molto grave, alla luce di quanto è accaduto, che il Governo, benché sollecitato da un voto unanime del Senato, non abbia ancora esercitato la clausola di salvaguardia. C’è un settore della nostra economia che non va male come tutto il resto, ed è l’agroalimentare, con le ricadute positive anche sul turismo. Questo episodio frutto dell’iniziativa di pochi mette a rischio tutto questo patrimonio. Cosa ci vuole perché i politici si decidano a fare il loro dovere?”.
A seguito dei fatti di Friulli, la Task Force per un’Italia Libera da Ogm ha ritenuto giusto convocare una manifestazione per giovedì 20 giugno alle ore 14.30 di fronte a Montecitorio.
Secondo quanto comunicato da parte di Roberto Burdese: “vogliamo che i campi seminati illegalmente vengano distrutti e che non avvengano più semine non autorizzate, che mettono a rischio l’identità del nostro patrimonio agroalimentare e la ricchezza della nostra biodiversità: l’auspicio è, dunque, quello di essere in tanti, perché questa è una posizione condivisa dalla stragrande maggioranza di agricoltori e cittadini”.
 
Fonte: slowfood.it
 
 

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