Produrre costa...acqua. L'impronta idrica.

Il consumo dell'acqua non è solo legato a quelle azioni umane (coltivare, lavare, mangiare, pulire ...) che ben sappiamo utilizzarla normalmente, ma anche ad attività a cui spesso non pensiamo, come ad esempio nella produzione di beni di consumo ed il cui conto è molto salato. Anche in questi casi l'impiego dell'acqua può essere quantificato e soprattutto risparmiato. Come? Consumando diversamente.

Quando si prende in esame il consumo dell'acqua bisogna sempre tenere presente che sebbene il mondo non stia cadendo in una crisi imminente da questo punto di vista, l'organizzazione sociale ed economica attuale produce miliardi di persone che non hanno acqua a sufficienza, nonostante, secondo studi recenti, se ne sia già consumata il cinquanta per cento.
Oltre a delle serie politiche economiche e sociali, basilari per far giungere l'acqua potabile ovunque vi sia popolazione, perché non prendere in esame, quanta acqua è necessaria per produrre i più comuni beni di consumo, compresi quelli alimentari, imparando a gestirla coscienziosamente. Per fare questo calcolo ci si può affidare ad un sito internet qualificato, Waterfootprint, che è in grado di tracciare "l'impronta idrica" di un individuo, di una comunità, o di un'azienda, definendola come il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre i beni e i servizi consumati dale entità sopra citate.
Dallo scorso anno, dopo una prima inchiesta del New York Times, il mondo è a conoscenza che servono 15.000 litri d'acqua per un chilo di carne bovina, 300 litri per un bicchiere di birra e via dicendo.
"L'interesse nell'idea di impronta idrica è radicata nel riconoscimento che l'impatto sulle risorse di acqua dolce presenti sul pianeta può essere ricondotto al consumo umano e che questioni come scarsità di acqua ed inquinamento delle risorse idriche possono essere meglio comprese ed affrontate considerando il processo produttivo e la filiera produttiva come una cosa unica" sostiene il Prof. Arjen Y. Hoekstra, inventore dell'indicatore Impronta Idrica e direttore scientifico del Water Footprint Network.
Ci si stupirà, ma per far crescere il cotone utile a fabbricare un paio di jeans servono 6.800 litri d'acqua, quello necessario per una tshirt è di 1.500 litri circa. E' chiaro che il risparmio idrico diventa un'altra delle priorità da perseguire, sinergicamente a tutte le altre azioni che portano gli individui soggettivamente e collettivamente a ridurre e migliorare i propri consumi, nell'ottica di un modo di vivere in rapporto sostenibile con il pianeta e le sue risorse. Sebbene ogni singolo cittadino occidentale possa fare molto in merito, sono gli stati ad essere l'ago della bilancia, con le loro politiche in materia. Su questo il Prof. Hoekstra aggiunge "I problemi legati all'acqua sono spesso strettamente collegati alla struttura dell'economia globale. Molti paesi hanno esternalizzato in modo massiccio la loro impronta idrica, importando da altri luoghi quei beni che richiedono una grande quantità d'acqua per essere prodotti. Questo mette sotto pressione le risorse idriche dei paesi esportatori dove troppo spesso scarseggiano meccanismi finalizzati ad una saggia gestione e conservazione delle risorse d'acqua. Non solo i governi, ma anche consumatori, imprese ed ogni comunità civile può fare la differenza, affinché si possa raggiungere una migliore gestione delle risorse idriche".

Alcuni numeri

  • La produzione di un kilo di carne di manzo richiede 16 mila litri di acqua
  • Per produrre una tazza di caffè ci vogliono 140 litri di acqua.
  • L'impronta idrica della Cina è di circa 700 metri cubi all'anno pro capite. Solo il 7% dell'impronta idrica cinese ricade al di fuori della Cina.
  • L'impronta idrica del Giappone, di 1150 metri cubi all'anno pro capite, per il 65% ricade al di fuori dei confini nazionali, il che vuole dire che il Giappone ha un alto consumo di servizi e prodotti realizzati all'estero con risorse idriche straniere.
  • L'impronta idrica degli USA è di 2500 metri cubi all'anno pro capite.

Fonte: Water Footprint Network.

Oltre a informazioni sull&#39;impronta idrica su Effetto Terra, puoi trovare informazioni su consumi consapevoli, sviluppo eco sostenibile,buone prassi, diritto all&#39;acqua e iscriverti a <a href="http://www.effettoterra.org/archivio-newsletter">newsletter</a>, <a href="http://www.effettoterra.org/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="http://www.effettoterra.org/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="http://www.effettoterra.org/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche. "

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