Quel sacchetto riciclato dalle buste della farina

La settimana da poco conclusasi è stata la “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti”, un’occasione unica per sensibilizzare i cittadini su riciclo ed uso sostenibile delle risorse. Tra le numerose iniziative proposte dai 27 paesi partecipanti, una delle più interessanti e meritorie è stata realizzata nel laboratorio della sezione femminile del carcere cittadino.

Chissà quanti torinesi erano coscienti prendendo d’assalto i punti di distribuzione, in 4 mercati del capoluogo piemontese, delle 5.000 borse riutilizzabili, che le stesse erano state confezionate dalle detenute del carcere "Lorusso e Cotugno".
Un’esperienza unica, capace  di unire il rispetto per l’ambiente alla dignità dell’uomo, che spicca per innovazione e forza tra le 240  azioni ufficiali intraprese nel Belpaese, regalando a chi abbia voglia di riflettere una considerazione non superficiale e mai scontata. Offrire una seconda possibilità all’uomo nella sua quotidianità nel suo progetto di vita e anche, perché no, nella tutela di madre terra è quanto di più vicino possa esserci ad un’idea di rispetto del pianeta, capace di trasformare oltre che l’economia anche il concetto di inclusione sociale, coinvolgendo tutti, cittadini “normali” e meno fortunati con l’obiettivo del bene comune, nostro, delle generazioni future e dell’ambiente. Come spiega Silvia Braga, responsabile della cooperativa Papili Factory: “Siamo stati contattati dalla Città di Torino per questa iniziativa. Proporre delle borse eco-compatibili. Ci siamo così trovate di fronte ad un numero incredibile per noi, che siamo un piccolo laboratorio di sartoria, 5000 borse. Il pensare di produrle con della tela e cucirle tutte quante era impraticabile. Dato che da tempo ci occupiamo di riciclare materiali e di dare vita a nuovi oggetti, come ad esempio la raccolta presso le panetterie dei sacchi vuoti delle farine, da trasformare in borse, abbiamo pensato che questa poteva essere la strada da seguire. Buste di carta riciclata, con il manico in tela (prodotta in Piemonte nella zona del chierese). Anche perché il Consorzio Comieco garantisce il riciclo di questo materiale. Così abbiamo potuto inserite altre tre detenute oltre a quelle che già normalmente lavorano con noi nel laboratorio della casa circondariale, significando ciò nuovi contratti di lavoro e nuove opportunità di reinserimento sociale”.
“Oggi conviene investire … in borsa” lo slogan voluto dalla Città di Torino e dall’Amiat, partner del progetto impresso sulle borse, per accrescere una consapevolezza sulle possibili strategie di riduzione e sulle politiche europee e nazionali in materia ambientale. Una volta era la “borsa del superfluo, del consumo in eccedenza” l’unica degna di essere mostrata, oggi forse ci stiamo accorgendo che la “borsa migliore è quella riutilizzabile”, non tutto ha una data di scadenza, e anche le persone possono essere in grado di ripensare e costruire un mondo migliore.

Fonte: Papili Factory, Eco delle Città

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